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Sole 24 ore, laureandi premiano Università

Sole 24 ore, laureandi premiano Università
POTENZA – Il giudizio dei laureandi sui corsi di studio nell’università della Basilicata è 7,95, che permette all’ateneo lucano di conquistare l’ottavo posto nella classifica di uno dei 12 indicatori utilizzati dal quotidiano "Il Sole 24 Ore" per preparare le classifiche della qualità universitaria in Italia.
Nella classifica generale degli atenei statali, quello della Basilicata occupa la 42/a posizione insieme a Reggio Calabria e Catanzaro. Il punteggio totale è basato per metà sulla didattica (45/a posizione) e per l’altra metà sulla ricerca (42/o posto). Vi sono poi i 12 indicatori di settore, con le migliori e le peggiori 15 università. L’ateneo lucano e nella parte migliore solo nel voto dei laureandi sui corsi di studio ed è fra le migliori 27 nella percentuale di idonei che hanno ricevuto la borsa di studio (100 per cento). E’ fra le "peggiori" per quanto riguarda la sostenibilità (55/o posto, il numero medio di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti il corso di studio è 8,85); gli stage (53/o posto, la percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale è 1,18); nella dispersione (47/a posizione, la migliore fra le peggiori, con una percentuale di immatricolati che si reiscrivono al secondo anno nello stesso ateneo pari a 73); nell’occupazione (59/o posto, la percentuale degli studenti occupati, secondo la definizione dell’Istat, a un anno dal titolo è del 47,81 per cento). L’università della Basilicata non compare nè fra le migliori nè fra le peggiori nelle graduatorie di attrattività, mobilità internazionale, qualità della produzione scientifica, competitività della ricerca e qualità dei dottorati.

Nell’articolo che illustra i dati, Gianni Trovati ha sottolineato che essi, "nonostante gli aggiornamenti generalizzati, mostrano una certa stabilità nelle performance dei singoli atenei, e sembrano indicare una polarizzazione crescente fra le università che riescono a garantire risultati di eccellenza e quelle che invece faticano, sia per problemi propri sia per le caratteristiche del contesto il cui operano". Trovati, inoltre, ha spiegato che i dati offrono "altre conferme" in ordine al "fatto che cresce d’intensità la 'questione accademica meridionalè, evidenziata dalle posizioni di coda occupate integralmente da atenei del Sud, che spesso registrano parecchi peggioramenti anche nei singoli indicatori". 

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