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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:27

Boom di 500X e Jeep Renegade i fornitori di Melfi non reggono il passo

Boom di 500X e Jeep Renegade i fornitori di Melfi non reggono il passo
di Francesco Russo

MELFI - La Fca-Sata di Melfi ha interrotto le produzioni dalle 22 di ieri sera. Ma non, come in passato, a causa della crisi di mercato. Il contrario: l’azienda è stata costretta a lasciare a casa circa quattromila dipendenti, perché alcune aziende fornitrici - fra cui una polacca che produce cerchioni - non sono riuscite a reggere gli elevati ritmi legati alla produzione di Jeep Renegade e alla 500X e hanno bloccato la «filiera». Le attività alla Fca-Sata di Melfi, comunque, riprenderanno alle 14 di oggi, con il turno pomeridiano. Ma l’episodio di ieri ha messo a nudo la differenza di passo fra lo stabilimento lucano della Fiat ed altre aziende del settore.

«Ci sarà una sospensione dell’attività lavorativa dei Suv per criticità di forniture materiali»: così, intorno al mezzogiorno di ieri, la direzione della Fca-Sata ha annunciato alla Rsa, la decisione di fermare gli impianti per due turni. Tutto in stand-by, quindi, dalle 22 di ieri sera, con circa quattromila operai che sono rimasti a casa. «L’azienda, per gli elevati ritmi di produzione - spiega il segretario della Fismic di Puglia e Basilicata, Antonio Zenga - si è trovata a corto di cerchioni e di compressori per gli impianti dell’aria condizionata. Si tratta però di componenti che non vengono realizzate dalle aziende dell’indotto Fiat di Melfi, ma che provengono da realtà esterne. I cerchioni ad esempio vengono dalla Polonia. Il meccanismo, quindi, si è inceppato all’estero, ed alla fine la Fca-Sata è stata costretta ad interrompere le produzioni fino alle 14 di domani (oggi per chi legge, ndr.)».

I cerchioni polacchi, solitamente, arrivano alla Htl di Melfi (stabilimento dell’indotto) dove vengono assemblati, soggetti ad equilibratura e successivamente trasferiti alla Sata per il montaggio. Ma ieri le scorte sono andate in esaurimento. «Nei prossimi giorni - continua Zenga - l’azienda valuterà in che modo far recuperare la giornata ai lavoratori. L’accaduto, in realtà - aggiunge il sindacalista - conferma che La Fca è intenzionata a tenere alto il livello di produzione, dal momento che i modelli Suv stanno andando benissimo sul mercato. Il problema è di alcune aziende fornitrici, che non riescono a reggere questi ritmi».

Nelle prime due settimane di giugno, ricordiamo, 250 nuovi assunti sono entrati per la prima volta in fabbrica, ed altri 350 varcheranno i cancelli in autunno, per sostenere l’impennata produttiva pianificata dall’azienda per far fronte alla crescente richiesta dei nuovi modelli targati Sata e commercializzati in Europa e negli Stati Uniti. A questi devono aggiungersi i 1550 operai già assunti a partire da gennaio, mentre altri 400 da settembre in poi dovrebbero essere assunti dalle aziende della componentistica di San Nicola di Melfi. L’obiettivo è quello di arrivare a produrre, dal prossimo mese di novembre, ben 1.200 vetture al giorno. Proprio per questo la Fca ha investito 50 milioni di euro da destinare alla tecnologia degli impianti di produzione con l’inserimento, fra i vari interventi previsti, di 18 nuovi robot. I lavori inizieranno il 10 agosto, in coincidenza con le due settimane in cui la fabbrica resterà chiusa per le ferie.

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