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Latticini dal latte in polvere Cia Lucana: una mazzata

Latticini dal latte in polvere Cia Lucana: una mazzata
POTENZA – "Il diktat dell’Unione Europea che vuole obbligarci a produrre latticini e prodotti caseari di diverso genere senza l’uso di latte è una nuova 'mazzatà ai nostri prodotti lattiero-caseari di punta, i formaggi freschi a pasta filata, come i formaggi stagionati, caciocavallo, canestrato e pecorino, su tutti". Lo sostiene la Cia della Basilicata, evidenziando inoltre "la concorrenza illegale contro la produzione dei formaggi lucani che aderiscono ai Consorzi di tutela (Pecorino di Filiano DOP, Canestrato di Moliterno IGP e Caciocavallo Silano DOP), vale a dire la libera circolazione nei supermercati di prodotti contraffatti".

"In Basilicata – è sottolineato nella nota della Cia – la trasformazione del latte vede coinvolte 135 aziende lattiero-casearie distribuite con una maggiore incidenza nel Potentino (90 aziende) rispetto al Materano (45), ed organizzate in maniera da presentare all’interno della propria struttura ogni fase della filiera a partire dall’allevamento (46% delle aziende lattiero casearie censite dall’Alsia). La produzione lorda del latte in Basilicata nel 2012 ammonta ad oltre 28 Meuro, pari al 21% dell’intera produzione lorda attribuibile al settore della zootecnia (circa 162 Meuro), di cui 19,3 Meuro sono attribuibili al latte di vacca e di bufala (quest’ultimo allevamento è però poco diffuso in Basilicata) e 8,9 Meuro derivano dalla vendita del latte di pecora e di capra".

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