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Soldi per salvare Potenza «A tutti i Comuni o niente»

Soldi per salvare Potenza «A tutti i Comuni o niente»
di Antonella Inciso

POTENZA - C’è una sola condizione perchè il «Salva Potenza» possa avere il via libera della maggioranza del Consiglio regionale. C’è una sola possibilità per il capoluogo di ottenere i 34 milioni di euro indispensabili per chiudere il bilancio in pareggio ed evitare lo scioglimento del Consiglio comunale.

I consiglieri regionali del Pd e dei partiti minori lo dicono apertamente: il ruolo della città capoluogo è indiscutibile ma se si assegnano fondi devono essere dati a tutti i comuni della Basilicata. L’orientamento è netto, preciso ed è motivato dalla cifra economica in ballo. Capigruppo del Pd e dei partiti minori e consiglieri dem lo spiegano nelle loro opinioni che, quasi come in un coro, vanno all’unisono: se sostegno deve essere con i fondi delle roylaty (ammesso, tra l’altro, che il Ministero dia il via libera all’utilizzo per tale spesa) queste devono essere assegnate a tutti i 131 paesi. A quelli in difficoltà che, come spiegano gli stessi esponenti politici possono pagare i debiti, ed a quelli virtuosi che, invece, potranno utilizzarli per gli investimenti.

Certo, nessuno dei consiglieri mette in dubbio un contributo annuale per il capoluogo come fatto negli anni passati, ma assegnare in un biennio ben 34 milioni di euro è una decisione che di fatto presuppone delle scelte. Economiche e politiche.

Scelte che i rappresentanti dei dem e degli alleati devono valutare a fondo. «Non mi va di fare come la Merkel con la Grecia - precisa il capogruppo del Pd, Roberto Cifarelli - ma il tema Potenza è un tema più ampio perchè occorre verificare se sia giusto spalmare il contributo su più comuni facendo un piano pluriennale e valutare che dando priorità ai comuni si tolgono fondi ad altre voci». Valutare le priorità, dunque. Ma valutare anche le possibilità tecniche di una tale scelta. Per i consiglieri tali indicazioni sono indispensabili ed il week end servirà anche a questo. A decidere definitivamente se assegnare i soldi a Potenza, riducendo i fondi da altrettanto importanti voci a cui sono attestati ed a stabilire se lo stanziamento possa essere concesso anche agli altri paesi lucani. Alle città di servizio come chiedono alcuni, ed ai piccoli comuni come, invece, sollecitano altri. Insomma, gli ultimi giorni di giugno segneranno il destino del capoluogo e dell’amministrazione De Luca che potendo tagliare solo altri 4 milioni di euro non potrà fronteggiare, con le sue sole forze, gli altri 30 milioni di euro indispensabili ad evitare lo scioglimento.

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