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Disagi sulla Salerno-Reggio il viadotto «Italia» resta chiuso

Disagi sulla Salerno-Reggio il viadotto «Italia» resta chiuso
di Pino Perciante

Lagonegro L’attesa risposta non è arrivata. Il viadotto «Italia» resta ancora chiuso. Dalla riunione di ieri, tenuta in Procura a Castrovillari, per decidere se potevano iniziare i lavori per la messa in sicurezza, non sono emerse decisioni. Almeno fino a ieri sera. Il procuratore generale di Catanzaro, Raffaele Mazzotta, ha preferito mantenere uno stretto riserbo.Gli albergatori di Maratea, intanto, sono imbufaliti: «Possibile che nell’Italia del ritmo, come l’ha etichettata Renzi, non sono bastati quasi quattro mesi per un progetto di messa in sicurezza?». sbotta Biagio Salerno, titolare di un hotel nella frazione di Castrocucco.

Annunciato come decisivo, l’incontro di ieri si è tenuto in serata dopo che, nel pomeriggio, l’Anas ha consegnato l’ultima versione del progetto per la messa in sicurezza del pilone 13. Quindi il progetto sarà presumibilmente esaminato a partire da oggi dai consulenti della Procura. Solo successivamente si potrà sapere se il tratto di autostrada a cavallo tra Basilicata e Calabria, dove 114 giorni fa è crollata una campata ed è morto un operaio, potrà essere dissequestrato o meno. Un progetto fatto e cambiato più volte che ha fatto la spola tra Roma e Castrovillari, oggetto di vari adeguamenti e modifiche.

L'Anas ha presentato un ottimistico cronoprogramma di 30 – 40 giorni per realizzare i lavori di adeguamento. Calendario alla mano, quel tratto dell'A3 potrebbe riaprire prima del maxi esodo di agosto. Il calcolo è semplice: se l'Anas avrà bisogno di 40 giorni, e la procura di Castrovillari darà il suo ok tra oggi e venerdì, il termine dei lavori, se dovesse esserci, coinciderà con il fine settimana di grande traffico verso sud. In pieno esodo. Quindi, lavori da eseguire nel pieno dell’estate con la previsione ottimistica di concluderli in 40 giorni e consentire il traffico su una carreggiata.

L’interrogativo degli albergatori: «Ma se per la rimozione delle macerie del viadotto “Italia”, sono stati impiegati ottanta giorni, sarà davvero possibile che in appena quaranta si proceda a mettere in sicurezza quel nastro di asfalto?».

Inutile dire che già in questi ultimi giorni di giugno il caos sui percorsi alternativi, sia lucani che calabresi, è stato un incubo. Dal giorno del crollo tutto il traffico dei camion è stato deviato allo svincolo di Lagonegro Nord sulla 585 (Fondovalle del Noce) mentre quello delle auto su suggestive ma anguste strade statali che attraversano i paesi del Pollino. Con l’arrivo della bella stagione e il prolungarsi del blocco la situazione è diventata sempre più insostenibile, anche a causa di due semafori posizionati sulla 585 all’altezza di Lagonegro per consentire i lavori di consolidamento di due viadotti.

Da una parte gli albergatori si sono visti disdire anche alcune prenotazioni, dall’altra alcuni sindaci, tra cui quello di Rotonda, non hanno più retto all’invasione di tir e sono andati dal ministro Delrio. Adesso i camion vengono fatti uscire allo svincolo di Lauria Nord per prendere la Sinnica e poi la 106 Jonica. Il rischio è che l’esodo 2015 si trasformi in un’odissea pericolosa per la sicurezza dei viaggiatori e per i residenti della zona.

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