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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:43

«Ferrovie lucane» Addio vecchie stazioni passato da valorizzare

«Ferrovie lucane» Addio vecchie stazioni passato da valorizzare
di PIERO MIOLLA

POTENZA - Un passato da ricostruire e rivalorizzare. Le stazioni ferroviarie abbandonate come volano per avviare progetti sociali che abbiano ricadute positive sul territorio. È l’obiettivo della Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) che ha deciso di cedere 1.700 stazioni impresenziate su tutto il territorio nazionale con contratti di comodato d’uso gratuito ad associazioni e Comuni affinché avviino progetti sociali. Delle 1.700 stazioni impresenziate, 345 sono già state assegnate, per una superficie di oltre 63.683 metri quadrati ed un valore di 120 milioni di euro.
Rfi, inoltre, ha avviato un nuovo progetto di riqualificazione per il riuso sociale - ambientale degli spazi grazie alla sottoscrizione di protocolli d’intesa.

Ma non ci sono solo le stazioni: anche 3mila chilometri di linee ferroviarie dismesse fanno parte del patrimonio Fs, di cui 325 sono stati destinati a greenways, cioè piste ciclabili e percorsi verdi accessibili a tutti, riservati alla mobilità dolce. Il possibile riuso delle stazioni impresenziate potrebbe portare a nuove attività imprenditoriali o al recupero di attività tradizionali dell’ar tigianato locale in via di estinzione nell’ambito del comune di ubicazione della stazione. Più semplicemente i locali inutilizzati potrebbero anche essere adibiti ad attività commerciali come bar, tabacchi, edicole, market, ma anche del campo della ristorazione.

La stazione, però, potrebbe essere riletta per attività culturali: manifestazioni espositive o museali, bibliotecarie o di orientamento giovanile allo studio o al lavoro, attività didattiche o di ricostruzione di reti relazionali. Tutto molto bello, ma, a conti fatti, tra tecnologia che avanza e costi insostenibili, l’iniziativa di Trenitalia è la conferma di un’Italia che cambia e che, proprio per questo, non c’è più. In Basilicata ci sono 40 stazioni impresenziate, con 57 immobili e 54 appartamenti per una superficie complessiva di 5.451 metri quadri ed un valore di circa 2 milioni di euro.

Delle 40 stazioni lucane, 17 sono collocate nel centro abitato e tutte le altre al di fuori dei centri urbani con distanze variabili tra 1,5 e 11 chilometri. Al momento risultano avviati 35 contatti per un possibile riuso dei locali disponibili, di cui 8 con operatori economici privati, 18 con enti locali, 3 con associazioni e 6 con cooperative. I contratti definiti, invece, sono 10 (9 affitti e 1 comodato). Diciannove stazioni si trovano vicine ad altre attività commerciali, 21 lontane. In 20 casi esiste la possibilità di scambio intermodale con altri mezzi di trasporto pubblico. Infine, le finalità, sia delle trattative in corso che dei contratti definiti sono in 15 casi a scopo commerciale, 5 sociale, 15 turistico e 1 culturale.

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