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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 11:19

Nucleare in Basilicata Gli Usa si riprendono le barre di Elk River

Nucleare in Basilicata Gli Usa si riprendono le barre di Elk River
di FILIPPO MELE

POTENZA - «Il Dipartimento dell’energia (Doe) degli Stati uniti sta elaborando uno studio tecnico per il trasferimento delle 64 barre di Elk River custodite nell’Itrec della Trisaia negli States. Studio che ci verrà consegnato entro la fine del mese». La notizia, per molti aspetti clamorosa, è venuta fuori a Policoro nel corso dell’intervento di Ivo Velletrani, direttore della divisione regolatorio della Sogin (la spa pubblica incaricata dal Governo di mettere in sicurezza i siti atomici dismessi d’Italia) durante il Tavolo della trasparenza comunale voluto dal sindaco Rocco Leone (FI). Tavolo messo su con Comune, Sogin (presente anche con Severino Alfieri, responsabile degli impianti del Centro Sud, ed Edoardo Petagna, direttore dell’Itrec), ed esponenti delle associazioni ambientaliste locali.

Ebbene, è stato proprio Velletrani a dare la notizia sul possibile ritorno in America delle barre. Barre che sono il «bubbone» più ingombrante delle scorie radioattive presenti a Rotondella. Si tratta di 64 elementi di combustibile del ciclo uranio – torio che non si possono riprocessare (abbattere nei contenuti radioattivi) in nessuna parte del mondo. Erano proprio gli studi che dovevano essere condotti nell’impianto atomico lucano prima della sua chiusura con il referendum dell’8 e 9 novembre 1987. E le barre sono rimaste lì, raffreddate continuamente dall’acqua di una piscina e monitorare 24 ore su 14.

«Stiamo lavorando – ha aggiunto Velletrani – col ministero degli esteri per far ritornare il combustibile di Elk River oltre Oceano. L’Ita - lia ha perso in merito cause legali con gli Usa. Da qui la ricerca di un accordo politico - commerciale per ottenere lo scopo. Così, siamo in attesa dello studio del Doe sulla possibilità tecnica del trasferimento. Si tratterà, una volta affrontato il tema della fattibilità dell’operazione, di affrontare quelli istituzionali”. Insomma, si è aperto uno spiraglio in una vicenda che sembrava irrisolvibile. Toccherà alle istituzioni locali, in primo luogo alla Regione, ed ai parlamentari lucani, seguire da vicino l’iter della trattativa Italia – Usa in corso tendente a liberare il Metapontino dalle “famigerate» barre.

Vedremo. Per il resto, il «Tavolo» è vissuto su una relazione di Petagna, che ha illustrato la fase del crono programma della messa in sicurezza dell’Itrec, e sulle domande dei presenti ai dirigenti Sogin. «Entro i primi di luglio – ha detto Petagna sull'inquinamento delle falde di acque superficiali nelle aree Sogin ed Enea – presenteremo un piano di caratterizzazione propedeutico ad una indagine sulle cause dello sforamento dei livelli di trielina e di cromo esavalente e sulle modalità dell’eventuale bonifica».

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