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Migranti e accoglienza scoppia in Basilicata la guerra dei numeri

Migranti e accoglienza scoppia in Basilicata la guerra dei numeri
di PIERO MIOLLA

POTENZA - Prima bisogna monitorare la situazione e sondare la disponibilità di Prefetture e sindaci, solo dopo potremo dare i numeri ed aprirci a nuove accoglienze di migranti. Sul tema dell’immigrazione il dibattito politico è sempre caldo, anche nella nostra regione.

Dopo la proposta del presidente Marcello Pittella, che in Consiglio regionale ha prospettato una convocazione ad hoc della massima assemblea regionale, confermando nel contempo che la Basilicata può arrivare ad accogliere un totale di 2mila migranti, è arrivata la pronta replica del consigliere di opposizione, Aurelio Pace. «Oggi dare dei numeri rispetto al tema immigrazione è un atto di grande irresponsabilità – ha spiegato Pace -: Abbiamo ascoltato i sindaci, le Prefetture sul flusso che ci possiamo aspettare? Sappiamo quanto il Ministero degli Interni ha stabilito in relazione ai nuovi arrivi? Tutta questa operazione preliminare – ha aggiunto Pace - non è stata fatta, per cui chi parla a nome delle istituzioni deve farlo dopo aver fatto una verifica precisa delle circostanze e delle situazioni. Soprattutto, deve farlo dopo aver ascoltato il destinatario ultimo dell’emergenza, cioè gli enti locali. Non possiamo ascoltare l’Anci solo quando si deve fare la claque sull’articolo 38 e sullo Sblocca Italia: va, invece, sentita sempre. Con l’Anci va concordata la tipologia di accoglienza e fatto un monitoraggio delle strutture che abbiamo a disposizione. Al netto di questo – ha concluso il consigliere del Gruppo Misto - sono disposto a discutere di numeri, di possibilità e, soprattutto di come non ripetere l’esperienza del passato, quando abbiamo accolto immigrati che venivano qui per lavorare senza nessuna dignità per loro». Pittella, va ricordato, aveva risposto in Consiglio regionale alle interrogazioni di Gianni Rosa (Fdi) sull’accoglienza immigrati e Gianni Leggieri (M5s) sul Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Palazzo San Gervasio.

«Ritengo necessario - aveva detto il presidente - dedicare alla discussione delle politiche di accoglienza e di inclusione sociale che stiamo mettendo in campo, una seduta appositamente dedicata, dopo aver avuto dalle Prefetture un quadro puntuale e dettagliato sulla situazione.

Ad oggi i dati si attestano su circa 1.150 presenze: prima della mia dichiarazione della volontà di accoglierne 2mila in Basilicata erano presenti nel nostro territorio circa mille cittadini extracomunitari. Riteniamo - aveva aggiunto - di essere nelle condizioni di arrivare ad accoglierne duemila, come ci eravamo prefissati. C’è stata un’interlocuzione ufficiale con la Prefettura di Potenza, con l’Anci e gli enti locali: abbiamo registrato un’adesione spontanea di 20 Comuni che si vanno ad aggiungere a quelli che da tempo ospitano i migranti».

Tutto questo Pittella lo aveva dichiarato per sottolineare che «stanno funzionando le azioni messe in campo dal governo regionale, Prefettura, e forze di polizia con la task force regionale e le associazioni, perché il processo di inclusione fosse guidato e non subito». Ma la domanda di fondo resta: la Basilicata è pronta strutturalmente ad accogliere altri migranti?

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