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Appaltopoli a Melfi, Cassazione annulla arresto ex sindaco Valvano

Appaltopoli a Melfi, Cassazione annulla arresto ex sindaco Valvano
GIOVANNI RIVELLI
MELFI (POTENZA) - Tre righe. Appena tre righe per demolire 522 pagine dell’ordinanza e tutti gli atti che ne erano seguti. La Cassazione «annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e quella genetica in data 16 gennaio 2015 del Gip del Tribunale di Potenza per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Dichiara inammissibile il ricorso del Pm».

Mancavano i gravi indizi di colpevolezza, l’arresto ai domiciliari del sindaco di Melfi, Livio Valvano, il 20 gennaio scorso non andava disposto. La pronuncia della Cassazione, arrivata nella mattinata di ieri, sul ricorso del difensore di Valvano, l’avvocato Gaetaneo Araneo è netta. Il ricorso difensivo, infatti, pur contestando dall’origine la fondatezza dei motivi, puntava essenzialmente al pronunciamento del Riesame che, il 5 febbraio già aveva dato un primo colpo all’inchiesta, annullando le misure cautelari, ma nelle motivazioni aveva affermato l’esistenza dei gravi indizi ritenendo però insussitenti, alla luce del quadro mutato dall’inchiesta, i rischi di reiterazione delle condotte alla base delle misure cautelari.

Un pronunciamento, quello del Riesame, che originò due ricorsi: il primo del Pm contro l’annullamento delle misure (oltre al sindaco era interessato l’arch. Bernardino D’Amelio) l’altro della difesa che mirava proprio al riconoscimento della debolezza del quadro indiziario.

E il risultato arrivato ieri è stato il più tondo per la difesa: impugnativa del Pm «inammissibile», ricorso della difesa «accolto» e, anche se le motivazioni arriveranno come da prassi successivamente, esplicitazione dell’«assenza di gravi indizi di colpevolezza».

«In attesa di leggere le motivazioni, non posso che esprimere soddisfazione» commenta quindi l’avvocato Araneo che ci tiene però a sottolineare la linearità della condotta del suo assistito. «Non si può non rilevare - prosegue il legale - che la serenità del sindaco Valvano nel proclamarsi innocente lo ha portato a non pensare mai a dimettersi dall’incarico, cosa che avrebbe sicuramente alleggerito la posizione processuale. Abbiamo, invece, scelto di puntare all’affermazione della piena innocenza e il risultato odierno ci conforta».

Un conforto, quello della difesa, che si proietta anche in un orizzonte che va oltre quello della fase cautelare verso l’udienza preliminare già fissata per il prossimo 2 luglio. La decisione della Cassazione non comporta nessun automatismo sulla fase del giudizio, ma non c’è dubbio che presentarsi a quell’udienza con questo risultato rappresenta un vantaggio di non poco conto.

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