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Venerdì 22 Settembre 2017 | 11:42

Diplomi facili a Potenza in 222 davanti al gup Coinvolte quattro scuole

Diplomi facili a Potenza in 222 davanti al gup Coinvolte quattro scuole
GIOVANNI RIVELLI
POTENZA - È come se in quell’aula fosse comparsa l’intera incolpevole popolazione di S.Paolo Albanese, compresa buona parte di quanti sono emigrati negli ultimi 15 anni. Nell’aula Ferrara del Tribunale di Potenza, ieri, al via l’udienza preliminare per l’ipotesi di «diplomi facili» rilasciati da quattro istituti scolastici privati lucani, il «Pagano» e il «Besta» di Scanzano, il «Pitagora» di Potenza e il «Falcone e Borsellino» di Viggianello.Un «grande procedimento» in senso letterale. Perchè con 222 imputati difesi da 153 avvocati (la sola citazione è lunga 71 pagine) ieri in quell’aula, sebbene chiusa al pubblico, c’era una folla. Al punto che il Gup Amerigo Palma ha praticamente impiegato tutta la mattinata a fare l’appello dei presenti (mai termine fu più pertinente) e a verificare le costituzioni per poi aggiornare l’udienza al 28 settembre, verrebbe da dire dopo le vacanze estive.

Era il massimo che il giudice potesse fare. Anche perchè tra quei 153 avvocati ce ne era uno che ha manifestato un legittimo impedimento a prender parte all’udienza e non si è potuto procedere ad altro. E considerato che si tratta di un solo legale su 153 si direbbe quasi un’incidenza fisiologica.

Quella folla ieri è il frutto di un’inchiesta avviata nel 2010 dal Pm Annagloria Piccininni a seguito di una segnalazione di un’ispettore del Ministero della Pubblica istruzione. Il funzionario aveva notato che qualcosa non andava in quelle scuole e i successivi accertamenti fatti dalla Guardia di Finanza hanno portato a consolidare il sospetto facendolo diventare una imputazione per 222.

Ad 85 è addirittura contestato il reato di associazione a delinquere in numero superiore a dieci allo scopo di commettere delitti contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione. Si tratta di 80 docenti delle scuole e 5 dirigenti (ce n’era un’altro poi deceduto) con, per questi ultimi, l’accusa di essere i promotori dell’organizzazione. Un’accusa pesante rivolta ad Angelo Scaringi, presidente della Scuola nazionale, gestore degli istituti paritari (Tecnico per il turismo Mario Pagano e Tecnico Commerciale Besta di Scanzano Jonico e Istituto tecnico per geometri e commerciale Pitagora di Potenza), Massimo Branca, amministratore unico della Cedifor Srl e gestore dell’Istituto tecnico per geometri Falcone e Borsellino di Viggianello, Prospero Massari, direttore amministrativo e direttore tecnico degli istituti Tecnico per il turismo Mario Pagano e Tecnico commerciale Besta di Scanzano, Filomena Lucca, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico per geometri Pitagora di Potenza, il deceduto dirigente scolastico dell’Istituto tecnico per il turismo Mario Pagano e Istituto tecnico commerciale Besta di Scanzano, Mattia Dideco, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico per geometri Falcone e Borsellino di Viggianello.

Il meccanismo, stando alle accuse, era semplice ed efficace al punto da attirare studenti anche da fuori regione: si attestava una frequenza che non c’era in modo da consentire l’ammissione agli esami da interni e avere una bella agevolazione al conseguimento del titolo. Gli alunni, insomma, risultavano assidui al di là di ogni limite umano, al punto da essere presenti, in due casi, anche il 29 febbraio di un anno che non era bisestile.

Fatti che, stando all’accusa, sarebbero andati avanti dal 2006 al 2011 interrompendosi con l’inchiesta in atto. E che ora approdano all’esame del Gup. Col rischio, dati i numeri, che siano esami che non finiscono mai....

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