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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 18:08

Potenza, approvata a maggioranza l’ipotesi di bilancio

Potenza, approvata a maggioranza l’ipotesi di bilancio
di Mimmo Sammartino

POTENZA - Ipotesi di bilancio comunale di previsione 2014-2018 approvato. A maggioranza. Ma divisi fino all’ultimo. Anche nel momento dell’agonia. «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago» che la politica riesca a fare sintesi nell’interesse generale, che i politicanti riescano a guardare al di là del proprio naso e delle immediate convenienze, che il Comune di Potenza riesca a trovare una sintonia fra i frenetici rappresentanti di partiti e partitini, così presi dalla recitazione della parte, per rimettere in sesto i conti squinternati del Municipio ed evitare alla città, e ai potentini, la dolorosa via Crucis derivante da dissesto e commissariamento. Ma ancora una volta, come già accaduto sul ponte del Titanic, la gente balla o si accapiglia mentre la nave placidamente cola a picco. Ieri, durante il Consiglio comunale convocato per l’approvazione di un’ipotesi di bilancio di previsione, lo spettacolo si è confermato.

Sullo sfondo incombe il grande punto interrogativo connesso all’approvazione di un decreto del governo che possa allungare, da tre (come è attualmente previsto) a cinque anni (come si auspica), la scadenza per rimettere a posto i conti. Se infatti si riuscirà ad avere tempo fino al 2018, così come chiede l’amministrazione municipale della città capoluogo, si riuscirà a riequilibrare il bilancio grazie all’intervento della Regione Basilicata con l’esborso dei 42 milioni che mancano all’appello. In questa cifra sono compresi anche 11 milioni di sanzione che, se dovesse passare il decreto, potranno ridursi a un milione e mezzo, facendo scendere la cifra da riequilibrare a quota 32-33 milioni complessivi. Risorse che però la Regione potrà concedere solo a rate entro il 2018. Se invece dal governo nazionale dovesse arrivare il disco rosso e si confermasse la scadenza del 2016, Potenza dovrà rassegnarsi all’inevitabile commissariamento.

Ieri mattina l’approvazione dell’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato 2014-2018, come si diceva, è avvenuta a maggioranza. Hanno votato contro, come impone la parte in commedia, le opposizioni dichiarate: Michele Cannizzaro (Liberiamo la città), Francesco Fanelli (Forza Italia), Savino Giannizzari (Movimento cinque stelle). Il «no» è poi giunto anche da Francesco Flore (Scelta civica). E soprattutto da un pezzo del Partito democratico diventato anche qui, un aggregato indistinto di forze che tengono formalmente insieme tutto e il contrario di tutto. Il partito ufficiale, guidato da Gianpiero Iudicello, approvava l’ipotesi di bilancio. Intanto votavano contro i consiglieri dem Gianpaolo Carretta, Nicola Lovallo e Lucia Sileo.

Non è che ci sia in gioco poco visto che i conti comunali non tornano e che si è stabilita la linea del risanamento, con un’intesa trasversale, pur di salvare la città. Una strada stretta e piena di insidie. Si prevede, come ha ricordato anche nell’assemblea di ieri il sindaco Dario De Luca, «aumento delle imposte e delle tasse; aumento della percentuale di copertura dei servizi pubblici e a domanda individuale con aumento delle tariffe; riduzione delle spesi correnti; azione più incisiva nell’accertamento dei tributi e tasse». C’è chi ha sottolineato che si votava un «atto contra legem». Chi evidenziava come, con un centrosinistra e un Pd «dilaniati», ieri si decretava la morte del «documento dei 24». Chi lamentava lo scarso coinvolgimento nei processi decisionali. Chi accusava la Regione, chi la vecchia maggioranza, chi la nuova. Con Iudicello che, nel votare sì al bilancio, deve ammettere lo sfaldamento del suo partito con l’emersione delle diverse anime. Definendo questo voto favorevole «una condizione necessaria ma non sufficiente per un prosieguo amministrativo nell’interesse di Potenza».

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