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Potenza, false fatture rinviato a giudizio Giuseppe Postiglione

Potenza, false fatture rinviato a giudizio Giuseppe Postiglione
di Giovanni Rivelli

Potenza - Partirà il prossimo 5 novembre il processo per la presunta evasione fiscale che ruotava intorno al Potenza Calcio negli anni fino al 2009, nella Gestione del patron Giuseppe Postiglione che ora, dopo le ben note vicende, dovrà affrontare un nuovo processo.Lo ha deciso ieri il Gup di Potenza Michela Tiziana Petrocelli accogliendo parzialmente la richiesta presentata dalla Procura (il caso è stato seguito dal Pm Gerardo Salvia) che aveva chiesto il processo per 10 persone non relazione ad una serie di fatti che andavano dal 2006 al 2009 con un giro di documenti contabili per centinaia e centinaia di migliaia di euro.

Ma le richieste dell’accusa sono state sfoltite molto da due circostanze tecniche, ossia in parte l’intervenuta prescrizione per i reati ipotizzati fino al 2007 (prescrizione che rappresenta una spada di Damocle anche sul resto del procedimento) in parte per la articolazione territoriale delle diverse aziende che avrebbero beneficiato dei documenti fiscali contestati, che ha portato a stralciare alcune posizioni e ad inviare gli atti alle sedi di competenza individuate in Salerno e Lanciano.

Questo perchè se forse, in campo, il pallone non sempre girava come doveva, ma negli uffici le fatture giravano e come. Fatture emesse solo al fine di evadere le tasse ad avviso dell’accusa che individuava proprio negli anni relativi ai quali le accuse sono cadute in prescrizione la parte più corposa del «traffico», ad esempio puntando il dito, per l’anno, 2006, sei fatture datate 31 dicembre emesse dalla «Potenza Sport club srl» in favore di altrettante aziende per un importo complessivo di 350mila euro.

Fatti, questi e altri, di cui ora non si discuterà, mentre restano in piedi quelli commessi dopo il 2007 (la prescrizione interviene dopo un periodo pari al massimo della pena prevista, in questo caso 6 anni, aumentata di un quarto, e quindi 7 anni e mezzo), anche considerato che per espressa previsione di legge il reato si intende computo all’atto dell’utilizzo dei documenti fiscali.

In particolare resta da fare luce su una serie di fatture annotate nella contabilità del Potenza Scort Club come forniture che la società avrebbe ricevuto e pagato ma che per l’accusa sarebbero inesistenti e che per il Giudice dell’udienza preliminare meritano un approfondimento processuale.

Insomma un nuovo capitolo per un periodo travagliato del club calcistico rossoblù che si concluse con la definitiva scomparsa del club che militava nel campionato di serie C e sulle cui ceneri ora la città sta provando con fatica a risalire la china lottando, con una nuova società, prima in Eccellenza e, da quest’anno, nel campionato di serie C.

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