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Fanghi sospetti a San Basilio prende piede l’ipotesi melma

Fanghi sospetti a San Basilio prende piede l’ipotesi melma
di PIERO MIOLLA

Più argilla che idrocarburi, almeno agli occhi del profano. In merito al ritrovamento sulla spiaggia di San Basilio, a Pisticci, di presunti fanghi di colore nero emananti odore di idrocarburi, siamo andati a fare un sopralluogo con l’ausilio di un geologo. Il responso, lungi dal voler essere ufficiale e scientifico, anche perché non suffragato da analisi certificate, porta ad un netto ridimensionamento dell’allarme lanciato da più di una settimana e rimbalzato, oltre che sui social network, anche su «Il Fatto Quotidiano».
Il primo sopralluogo per capire, almeno visivamente, quello che è accaduto in questi giorni lo abbiamo fatto sulla sponda del fiume Cavone, nei pressi di una piccolissima insenatura dove giace una barchetta abbandonata, in prossimità dell’intersezione di un canale di bonifica (particolare non secondario) con l’alveo del torrente.

La prima cosa che ci ha colpito è stata vedere una lastra di eternit che giace lì chissà da quanto tempo: non è stata una piacevole scoperta. Ci siamo poi spostati proprio nel luogo fisico indicato dal video postato dal quotidiano online Basilicata24 ed abbiamo proceduto ad un piccolo scavo. Il risultato? Materiale grigiastro che, sollevato, ha immediatamente colorato l’acqua del fiume di grigio: più melma che idrocarburi. Se, infatti, gli idrocarburi sono di colore nero, qui pare proprio non esserci alcunché che, almeno visivamente, riconduce a loro. Sembra essere solo argilla sedimentata: anche dal punto di vista odorigeno, nessuna traccia di idrocarburi.

Spostandoci sulla spiaggia di San Basilio, in prossimità della foce del Cavone, a tratti la battigia è colorata di scuro: è un fenomeno che c’è sempre stato. Quando il geologo ha iniziato a scavare, è apparsa una massa di colore grigio scuro, di consistenza diversa da quella della sabbia, che con il passare del tempo, anche grazie al sole, è divenuta di colore grigio chiaro, il colore dell’argilla appunto. Abbiamo anche cercato di percepire l’odore degli idrocarburi ma, in compenso, ci è sembrato che quella massa grigia odorasse più che altro di ferro. In acqua, invece, abbiamo notato sul fondo un’area di circa un metro quadrato di colorazione diversa da quella della sabbia: più sul biancastro, quasi di terra. Smuovendola, al contatto con l’acqua, ha prodotto colorazione più scura, ma sempre vicina al grigio. In astratto, quindi, nulla che si avvicini agli idrocarburi. Si è trattato di allarme eccessivo, dunque? Lo scopriremo solo quando saranno resi noti i risultati dei prelievi che il Comune di Pisticci ha commissionato.

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