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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:51

Mafia, a giudizio ex vicepresidente giunta Basilicata

Mafia, a giudizio ex vicepresidente giunta Basilicata
POTENZA – Il gup di Potenza, Tiziana Petrocelli, ha prosciolto, "perchè il fatto non sussiste", Roberto Galante, ex consigliere comunale di Potenza (giudicato con rito abbreviato), coinvolto in un’inchiesta sui rapporti tra politica e mafia, che ha portato invece al rinvio a giudizio per altre sette persone, tra le quali l’ex vicepresidente (dal 2010 al 2012) della giunta regionale, Agatino Mancusi (Udc), e l’ex consigliere regionale Luigi Scaglione (attuale segretario regionale del Centro democratico).

Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio – la prima udienza si svolgerà il prossimo 30 ottobre – anche per Antonio Cossidente, Luigi Biscione, Carmine Campanella, Michele Di Bello e Rocco Lepore (ex consigliere e assessore comunale di Potenza). La vicenda, tra il 2002 e il 2006, riguarda i presunti rapporti tra gli esponenti di un clan del Potentino, e alcuni rappresentanti del mondo politico: secondo gli investigatori, dalle indagini emersero posti di lavoro assegnati in cambio di favori, voti e appoggio elettorale.

"Il mio credo, personale e politico, mi impone di dire, come sin qui ho fatto e detto in altre occasioni, che sono sereno e fiducioso nell’esito del giudizio". Così, in una nota, il segretario regionale del Centro Democratico (Cd), Luigi Scaglione, in riferimento al rinvio a giudizio disposto nei suoi confronti, nel pomeriggio, dal gup di Potenza.

Scaglione ha poi aggiunto che "la rabbia che cova in me, mi spingerebbe a considerazioni estreme sull'interpretazione che gli organi inquirenti hanno dato di circostanze tanto casuali quanto anomale, ma che non mi esime dal rappresentare le stesse come lo specchio dell’anima di chi vede il male assoluto senza contestualizzare il ruolo e le funzioni esercitate".

"Il male assoluto appunto – ha aggiunto il segretario lucano di Cd – con l’accusa di un reato tanto evanescente quanto frutto di interpretazione personale (di quale associazione parliamo?) condito dalle dichiarazioni di un delinquente (voce del verbo delinquere) che non si capisce da chi sia pagato o istigato, si è detto anche elemento dei servizi segreti". Scaglione ha anche parlato di "un presunto pentito che avrebbe voluto ricattarmi o che ottiene un invito a far studiare il figlio per il quale chiede un posto di lavoro è credibile solo perchè accusa un politico per questo brutto, sporco e cattivo e si confonde su luoghi, date, e interventi". in un periodo, ha concluso "in cui non avevo alcun incarico politico nè potevo averlo".

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