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Claps, donna delle pulizie «Ci hanno messo in mezzo mai visto il corpo di Elisa»

Claps, donna delle pulizie «Ci hanno messo in mezzo mai visto il corpo di Elisa»
POTENZA – Dopo il ritrovamento del cadavere di Elisa Claps, Annalisa Lovito – una delle due donne delle pulizie della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove il corpo della ragazza fu ritrovato il 17 marzo 2010, a 17 anni dalla scomparsa – non ha più lavorato per la Curia ("che mi pagava 'in nerò") perchè ce l’aveva "con i sacerdoti, in particolare con il viceparroco don Wagno, che 'ci hanno messo in mezzò, incolpandoci di aver visto il cadavere. Ma noi non l'abbiamo mai visto".

E' stato questo uno dei passaggi della testimonianza della donna, imputata insieme alla madre, Margherita Santarsiero, per false dichiarazioni al pubblico ministero, durante un’udienza, che si è svolta nel pomeriggio nel Palazzo di Giustizia di Potenza, del processo sul ritrovamento del cadavere della studentessa.

Davanti al giudice onorario Marina Rizzo, e rispondendo alle domande del pm Laura Triassi e dell’avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, la donna – difesa dall’avvocato Maria Bamundo – ha detto di aver cominciato a lavorare nel 2009 nella Chiesa della Trinità per le pulizie: "Il 16 marzo del 2010 – ha aggiunto – il giorno prima della scoperta del cadavere di Elisa Claps, don Ambrogio mi disse che il giorno successivo sarebbe dovuto partire e mi mostrò il cassetto, che era chiuso a chiave, dove erano custodite le chiavi del sottotetto, per poterle consegnare così agli operai che la mattina successiva avrebbero dovuto cominciare i lavori". Furono poi proprio gli operai - secondo la ricostruzione degli investigatori, da sempre definita come una 'messinscenà dalla famiglia Claps – a scoprire il cadavere e ad avvertire la Polizia.

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