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Bonus alla Fca? Da Barilla e Ferrero è già una realtà

Bonus alla Fca? Da Barilla e Ferrero è già una realtà
di PINO PERCIANTE

POTENZA - Il sistema di bonus annunciato dall’amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne non è proprio così innovativo visto che è simile a tanti premi di produttività che si contrattano in tante aziende. Nella busta paga del mese di settembre dell’anno scorso i 370 dipendenti della Barilla di Melfi, ad esempio, hanno trovato 2. 600 euro in più. Si tratta del premio di produttività per il raggiungimento, nel 2014, degli indicatori previsti nel contratto aziendale. Ai suoi 280 dipendenti, invece, la Ferrero di Balvano nella busta paga del mese di ottobre ha fatto trovare 1. 800 euro in più.

I lavoratori della Ferrero percepiscono una parte del bonus nella busta paga del mese di settembre e il resto in quella del mese di dicembre. Sia la Barilla che la Ferrero hanno avuto l’anno scorso un buon andamento produttivo. Questo risultato ha permesso ad ogni lavoratore di ricevere lo scorso autunno un saldo di 2. 600 euro nel caso della Barilla e di 1. 800 euro per la Ferrero, in aggiunta al regolare stipendio che si aggira intorno ai 1. 600 euro per gli operai della Barilla e intorno ai 1. 400 euro per i dipendenti della Ferrero.

Il premio della Barilla viene calcolato sulla base dell’utile aziendale, della qualità e degli scarti. Criteri quasi del tutto analoghi a quelli in vigore nello stabilimento della Ferrero, dove in più si calcola la freschezza. Il premio è uguale per tutti i lavoratori, sia per quelli che sono stati presenti tutti i giorni sia per quelli che, per vari motivi, qualche volta hanno dovuto assentarsi. Sia da una parte che dall’altra, infatti, il premio è calcolato a prescindere dai giorni di assenza. Il bonus della Barilla è pari al 9 per cento del salario base mentre quello della Ferrero al 7 per cento. In caso di raggiungimento dei risultati attesi un dipendente di livello contrattuale medio, come un operaio specializzato, guadagnerà alla Barilla fino a circa 8.000 euro in più in tre anni.

Dunque, un modello già usato quello proposto da Marchionne «con una differenza però - come spiega Angelo Summa, segretario generale della Cgil – finge una partecipazione dei lavoratori ai destini aziendali su cui in realtà non hanno alcuna possibilità di parola. Non si può esultare per qualcosa che viene deciso in maniera unilaterale facendo perdere autonomia e libertà ai lavoratori e alle lavoratrici. Bisogna tornare ad un negoziato contrattuale che coinvolga tutti».

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