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Trasparenza degli enti sul web è una giungla Bocciate Province lucane

Trasparenza degli enti sul web è una giungla Bocciate Province lucane
di PIERO MIOLLA

POTENZA - Lo scadenzario dei nuovi obblighi amministrativi e, in alcuni casi, l’in - dicazione dell’Oiv (Organismo indipendente di valutazione della performance) sono i talloni d’Achille delle varie pubbliche amministrazioni lucane. A poco più di 2 anni dell’entrata in vigore del decreto legislativo 33/13 che ha modificato la materia della trasparenza nella PA, siamo andati a spulciare nei vari siti istituzionali per capire qual è la situazione in Basilicata.
Il risultato? Sembrerebbe confermare il sostanziale rispetto del principio dell’accessibilità totale agli atti, specie in ordine agli stipendi, anche se non mancano incongruenze o carenze: l’ente Parco Nazionale del Pollino, ad esempio, rispetta solo 40 dei 66 parametri imposti dalla legge, mentre il Comune di Matera e la Provincia di Potenza (che non rispetta neanche i parametri relativi alle società partecipate ed al monitoraggio dei tempi procedimentali) non hanno inserito l’indicazione dell’O iv. L’Asm, la Provincia di Matera e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, poi, non rispettano l’indicazione dello scadenzario dei nuovi obblighi amministrativi. Bene, invece, il sito della Regione Basilicata, del San Carlo di Potenza e del Crob di Rionero, che rispettano tutti i parametri.

Come è noto, l’articolo 21 della legge 69-09 ha previsto l’obbligo delle amministrazioni di pubblicare sui propri siti curricula, dati relativi alle retribuzioni e recapiti istituzionali dei dirigenti, nonché informazioni inerenti i tassi di assenza e di presenza del personale di ciascun ufficio dirigenziale. L’importanza della trasparenza e della conoscibilità dei dati relativi alle attività delle pubbliche amministrazioni ed ai dipendenti delle stesse è stata confermata dal legislatore con la “legge Brunetta” (d.lgs. 150-09), che contiene la regolamentazione della “trasparenza” nelle pubbliche amministrazioni.
In particolare, l’articolo 11 impone ad ogni amministrazione l’obbligo di adibire una apposita sezione del sito istituzionale alla pubblicazione dei documenti e delle informazioni relativi al programma per la trasparenza, alla premialità, agli incarichi conferiti dalle amministrazioni, nonché i dati curriculari e retributivi dei dirigenti.

La normativa ha istituito l’obbligo di pubblicità delle situazioni patrimoniali dei politici e dei loro parenti entro il secondo grado, degli atti dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori e delle varianti urbanistiche, dei dati, in materia sanitaria, relativi alle nomine dei direttori generali, oltre che agli accreditamenti delle strutture cliniche. Tutti i dati formati o trattati da una PA devono essere pubblicati in modalità tali da garantire che il documento venga conservato senza manipolazioni o contraffazioni; devono essere aggiornati e completi, di semplice consultazione, devono indicare la provenienza ed essere riutilizzabili, devono rimanere pubblici per 5 anni a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui decorre l’obbligo di pubblicazione e comunque fino a che gli atti abbiano prodotto i loro effetti. Ciascuna amministrazione è obbligata a creare u n’apposita sezione sul proprio sito denominata “Amministrazione trasparente”, nella quale inserire i dati: a questa sezione si deve poter accedere dalla home. L’obiettivo è sottoporre a controllo diffuso ogni fase di gestione della performance per consentire la conoscenza dei servizi resi dalle amministrazioni, delle caratteristiche nonché delle modalità di erogazione.

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