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Sabato 21 Ottobre 2017 | 21:35

Potenza, abusò di bimbo ricoverato: pm chiede rinvio a giudizio di 41enne

Potenza, abusò di bimbo ricoverato: pm chiede rinvio a giudizio di 41enne
di Fabio Amendolara

POTENZA - Gli abusi sono finiti quando un’operatrice di una casa protetta ha scoperto quei messaggi sms dal contenuto esplicito che arrivavano a uno dei bambini: «Ti desidero», «voglio fare sesso con te». Poi gli investigatori hanno scoperto che l’uomo aveva abusato di uno dei figli - minorenne - di una conoscente. E dopo qualche tempo hanno scoperto che aveva abusato anche dell’altro bambino mentre era nel reparto di pediatria dell’ospedale San Carlo di Potenza.

Il contesto familiare è degradato e uno dei due piccoli era affidato alla casa protetta. Lui, Domenico Teta, 41 anni, è indagato per violenza sessuale aggravata. Lei, la mamma (il nome della donna, il paese di origine, il nome della casa protetta e ogni altro dato che possa rendere i bambini riconoscibili verrà omesso per tutelare i due minorenni), è accusata di non essere intervenuta per impedire la violenza.Secondo la Procura di Potenza - la richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore Luigi Gay e dal sostituto procuratore Daniela Pannone - l’uomo avrebbe tentato diverse volte di abusare del ragazzino «approfittando dei momenti di assenza degli operatori della comunità educativa (in un paese della provincia di Potenza, ndr) a cui era stato affidato». Ci ha provato diverse volte, secondo gli investigatori. Poi ci è riuscito.

La Procura ricostruisce i fatti in un capo d’imputazione: «Abusando - si legge nel documento - della condizione d’inferiorità fisica del minore che era ricoverato nel reparto di pediatria del San Carlo, dove si trovava immobile sul letto con la flebo attaccata a un braccio e con il rilevatore dei battiti cardiaci attaccato all’altro, lo costringeva ad atti sessuali». Il tutto aggravato dal fatto che il minore, impaurito, aveva cominciato a piangere pregandolo di andare via. Lui ha continuato, «finché l’apparecchiatura per i battiti cardiaci - si legge nella richiesta di rinvio a giudizio - non ha cominciato a suonare». Solo a quel punto, per paura che arrivassero gli infermieri, Teta è scappato.

L’altro bambino l’ha «corrotto» con regali e denaro. Ha dormito con lui e l’ha violentato. La mamma sapeva tutto ed era consenziente. Anche per la donna l’accusa è ricostruita in un capo d’imputazione. I due bambini si porteranno dietro per sempre il ricordo di quello che è accaduto. Per Teta l’udienza preliminare - il gup del Tribunale di Potenza che si occupa del caso è Michela Tiziana Petrocelli - entra nel vivo. Per la mamma un vizio di procedura rimanda indietro il fascicolo. Aveva chiesto di essere interrogata e gli investigatori non l’hanno mai convocata. Ora dovranno farlo. Poi la Procura - se riterrà la versione della donna insufficiente - le dovrà notificare di nuovo la richiesta di rinvio a giudizio.

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