Cerca

Poste ridotte, la Basilicata rischia consegna a giorni alterni

Poste ridotte, la Basilicata rischia consegna a giorni alterni
ROMA  - Se nessuno, Bruxelles in testa, avrà qualcosa da obiettare il postino non passerà più tutti i giorni, ma uno sì e uno no, in 4.721 comuni, circa 600 in meno rispetto a quelli richiesti da Poste Italiane per «ridimensionare» il servizio universale e dare un bel taglio ai costi in vista della privatizzazione. A decidere la sforbiciata è l’Agcom, che ha pubblicato sul sito web la delibera sul recapito a giorni alterni, insieme a quella sulle tariffe: la consultazione sui due documenti durerà adesso 30 giorni e poi l’Autorità potrà inviare il provvedimento definitivo alla Commissione europea per una valutazione che, stando alle premesse filtrate, potrebbe essere tutt'altro che accomodante.Tutta la partita si gioca intorno a poche frasi della normativa europea, secondo cui la posta va consegnata cinque giorni a settimana, ma con deroghe che le autorità nazionali possono concedere in presenza di "circostanze o condizioni geografiche eccezionali".

 questo, oltre che a un mercato sempre più asfittico con un calo dei volumi del 10% annuo, si è appellata l’azienda, basandosi su alcuni parametri come la distanza media tra i numeri civici o il numero di famiglie in uno stesso condominio e concludendo che la deroga andrebbe applicata per la bellezza di 5.296 comuni. Restringendo le soglie dei parametri presi in esame, l’Agcom ha ridotto il numero dei comuni, fissandolo a 4.721, per oltre la metà «montani»: la regione più colpita in assoluto sarebbe la Lombardia, con 423 comuni coinvolti, ma in realtà saranno gli abitanti della Basilicata a «soffrire» di più, dal momento che la percentuale di popolazione qui supera il 75% del totale. In ogni caso, quale che sia il numero finale, i servizi che registreranno i veri ritardi saranno i quotidiani, il cui impatto sugli utenti è però, per stessa ammissione dell’Agcom, "contenuto" e soprattutto la posta prioritaria, che attualmente arriva il giorno dopo l’invio.

È anche per questo che Poste ha chiesto la reintroduzione della posta ordinaria, con consegna entro 4 giorni: nel provvedimento «gemello», quello sulle tariffe, l’Agcom dà il proprio via libera, stabilendo però una forchetta di prezzo che parte da 0,80 euro, con la possibilità di salire fino a 0,95 euro entro fine anno, contro il francobollo da 1 euro richiesto dall’azienda.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400