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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 11:11

Truffavano agenti penitenziari a Bologna: condannati 2 fratelli

BOLOGNA – Tre anni di carcere. I due potentini prospettavano vantaggiosi piani di finanziamento per far estinguere mutui o prestiti e dicendo che era possibile farlo in virtù di una convenzione con le forze dell’ordine, hanno raggirato diversi agenti, facendo loro sottoscrivere i contratti e poi incassando denaro senza portare a conclusione il piano
Truffavano agenti penitenziari a Bologna: condannati 2 fratelli
BOLOGNA – Prospettando vantaggiosi piani di finanziamento per far estinguere mutui o prestiti e dicendo che era possibile farlo in virtù di una convenzione con le forze dell’ordine, hanno raggirato diversi agenti della Polizia penitenziaria di Bologna, facendo loro sottoscrivere i contratti e poi incassando denaro senza portare a conclusione il piano. E' l'accusa che ha portato a processo davanti al tribunale di Bologna due fratelli, Francesco e Valentina Gerardi, di 44 e 34 anni: i due, residenti nel Potentino, sono stati condannati dal giudice Renato Poschi entrambi a tre anni.

Erano costituite 11 parti civili, dieci agenti e la moglie di uno di loro, raggirati in tutto per circa 300.000 euro, tutti assistiti dall’avvocato Savino Lupo. "Sono molto soddisfatto - ha commentato il penalista – di aver contribuito a dare un grosso aiuto a questi nostri poliziotti che ogni giorno con grande abnegazione e senza risalto rivestono un ruolo particolarmente delicato. E sono felice di aver contribuito a far dare una stangata a dei beceri truffatori".

Il giudice ha anche stabilito, oltre al danno da liquidare in sede civile, provvisionali tra 20 e 60mila euro. I due erano accusati di truffa e varie falsità, dall’indagine coordinata dal Pm Antonello Gustapane. I reati risalgono al periodo tra il 2007 e il 2009.

I Gerardi fecero anche una presentazione 'ufficialè del loro piano, all’interno della casa circondariale. I finanziamenti proposti prevedevano di solito l’individuazione di rate mensili agevolmente rimborsabili perchè ancorate ad un tasso d’interesse basso per 10 o 20 anni, un piano di rientro con addebito su busta paga, da subito un anticipo del finanziamento e da parte della loro società 'G&V Multiservicè l’accollo del pagamento della rata del mutuo ipotecario per il periodo necessario alla definizione della pratica, in modo da evitare la sovrapposizione di una doppia rata. Venivano quindi fatti sottoscrivere agli agenti i contratti di finanziamento decennali con alcune società ad un tasso effettivo superiore, quindi gli imputati si facevano consegnare gli importi assegni bancari con cui avrebbero dovuto provvedere ad estinguere i mutui, ma che in realtà incassavano.

In un altro processo concluso negli scorsi mesi, gli imputati erano accusati del medesimo raggiro ai danni di altri tre agenti e sono stati condannati ad un anno e otto mesi.

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