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Faida tra clan rivali nel Melfese: ergastolo a uno degli imputati

POTENZA – Con l’accusa, a vario titolo, di aver ucciso tre persone nel Melfese, tra il 2002 e il 2007, nell’ambito di una guerra tra clan rivali, la Corte d’Assise d’appello di Potenza oggi ha condannato all’ergastolo Dario D’Amato (assolto in primo grado nel 2012), confermando invece le condanne a 30 anni di reclusione per Nicola Lovisco, Angelo Di Muro e Michele Morelli, a 14 anni per Alessandro D’Amato, e l'assoluzione per Gerardo Caprarella
Faida tra clan rivali nel Melfese: ergastolo a uno degli imputati
POTENZA – Con l’accusa, a vario titolo, di aver ucciso tre persone nel Melfese, tra il 2002 e il 2007, nell’ambito di una guerra tra clan rivali, la Corte d’Assise d’appello di Potenza oggi ha condannato all’ergastolo Dario D’Amato (assolto in primo grado nel 2012), confermando invece le condanne a 30 anni di reclusione per Nicola Lovisco, Angelo Di Muro e Michele Morelli, a 14 anni per Alessandro D’Amato, e l'assoluzione per Gerardo Caprarella.

In primo grado gli imputati furono giudicati con il rito abbreviato. L’inchiesta – che nel 2010 portò agli arresti di Lovisco, Di Muro, Morelli, Caprarella e di Dario D’Amato – fu denominata "Gattopardo", e fece luce sugli omicidi di Rocco Delli Gatti (nel 2002), di Domenico Petrilli (2003) e di Marco Ugo Cassotta (2007) nei quali gli imputati erano coinvolti in vicende diverse.

In particolare il nome dell’inchiesta deriva dal fatto che Alessandro D’Amato, collaboratore di giustizia, "passò" nel 2007 dal clan Cassotta ai Delli Gatti – cambiò "famiglia" per non cambiare nulla, parafrasando quindi il "Gattopardo" – fornendo poi i particolari dei tre omicidi e del ruolo (diverso di volta in volta) dei presunti autori, e "guidando" gli investigatori anche verso l’arresto del fratello, Dario D’Amato.

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