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Acqua radioattiva, sindaco Basilicata «chiude» i pozzi

SATRIANO DI LUCANIA - Pozzi chiusi a causa della radioattività elevata riscontrata dall’Arpab. Il sindaco di Satriano di Lucania Vincenzo Pascale ha ordinato il «divieto assoluto» di usare l’acqua di alcuni pozzi di sorgente. Il provvedimento è stato notificato anche all’Azienda sanitaria, ai carabinieri e alla polizia locale. Perché ora bisognerà accertare le cause. Cosa ha prodotto quella radioattività? E da dove proviene? 
Acqua radioattiva, sindaco Basilicata «chiude» i pozzi
FABIO AMENDOLARA
SATRIANO DI LUCANIA - Pozzi chiusi a causa della radioattività elevata riscontrata dall’Arpab. Il sindaco di Satriano di Lucania Vincenzo Pascale ha ordinato il «divieto assoluto» di usare l’acqua di alcuni pozzi di sorgente. Il provvedimento è stato notificato anche all’Azienda sanitaria, ai carabinieri e alla polizia locale. Perché ora bisognerà accertare le cause. Cosa ha prodotto quella radioattività? E da dove proviene? 

L’ultimo prelievo è del 10 marzo. E chi ha potuto vedere i risultati sostiene che sono allarmanti. «Gli accertamenti radiometrici - si legge nell’ordinanza del sindaco - evidenziano» superamenti «leggermente» superiori alla direttiva comunitaria. Ma rispetto al fondo naturale - la radioattività naturalmente presente sulla terra - i livelli di superamento sono notevoli.

Ora bisognerà capire perché quell’acqua è diventata all’improvviso radioattiva. «Nell’area dei fosfogessi di Tito c’erano sostanze radioattive», ricorda il tenente Giuseppe Di Bello di Liberiamo La Basilicata.

Di Bello, che in passato ha effettuato in quell’area indagini di polizia giudiziaria, non ricorda casi simili a Satriano. Spiega: «È molto strano. Se andiamo a misurare il fondo naturale di quell’area è molto più basso della media nazionale». Cosa può aver contaminato quei pozzi? 

«Sono molto preoccupato - dice Di Bello - anche su Sant’Angelo ci sono pozzi a rischio, da controllare. In passato abbiamo fatto dei campionamenti delle acque. Qui sembra che le ecomafie abbiano le chiavi delle porte principali delle istituzioni. Rispetto a questo evento va posta la massima attenzione. Non sono acque che possono essersi contaminate da sole. Ci vuole uno screening su quel territorio. Uno screening fatto bene, di alto profilo. E poi bisogna bonificare e individuare i responsabili». 

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