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Ucciso da pistolettata autopsia chiarirà il giallo

RIONERO - L'autopsia e l'esame dello stub chiariranno le circostanze della morte (accidentale o no) per il proiettile che ha ucciso Pasquale Ruta, sessantenne di Rionero, morto l’altra notte in contrada Pescolungo, potrebbe essere partito accidentalmente
Rionero, trovato morto in un canalone
Ucciso da pistolettata autopsia chiarirà il giallo
RIONERO - Con altissima probabilità si tratta di un foro da proiettile di piccolo calibro. A stabilirlo con certezza però saranno l’autopsia effettuata ieri nell’ospedale di Melfi dal professore Luigi Strada, medico legale di Bari, e l’esame dello stub (per accertare se la vittima ha sparato o se è stato a contatto con chi lo ha fatto).Il colpo che ha ucciso Pasquale Ruta, sessantenne di Rionero, morto l’altra notte in contrada Pescolungo, potrebbe essere partito accidentalmente.

Il ciclomotore di Ruta era in piedi, sul cavalletto, parcheggiato al ciglio della strada. Lui, invece, in un canale di scolo per l’acqua piovana. Riverso. In una pozza di sangue. Con il buco nella coscia che l’ha portato alla morte e il casco ancora in testa. Gli investigatori del Reparto operativo dei carabinieri e quelli della Compagnia di Melfi stanno cercando di sbrogliare il giallo. L’ipotesi: Ruta aveva un appuntamento al quale c’era anche una pistola. Non è ancora stato accertato se era sua o del suo interlocutore.

Un regolamento di conti? Il pubblico ministero Vincenzo Lanni - che l’altra notte si è occupato del sopralluogo - attende i risultati dell’autopsia. L’indagine scientifica è concentrata sul foro trovato sulla gamba dell’uomo. L’indagine giudiziaria invece sta cercando di ricostruire le ultime ore di Ruta e di risalire alle persone che l’hanno incontrato. Al momento non sono stati individuati neanche testimoni: Ruta era in una zona isolata, contrada Pescolungo di Rionero. E la strada, a quell’ora, non è di passaggio. Si scava anche nel passato di Ruta. Al primo controllo nel sistema informatico interforze sono saltati fuori vecchi precedenti di polizia per piccoli reati. Per gli investigatori è necessario capire se da quel passato siano riemersi vecchi problemi legati al mondo della mala. Si tratta di relazioni che Ruta intratteneva oltre 20 anni fa tra Rionero, Melfi e Rapolla. Ma da tempo ormai conduceva una vita molto defilata e ogni tanto - conferma chi lo conosceva - aveva anche lavorato come carpentiere. Non è semplice quindi capire chi abbia potuto colpire alla gamba Ruta. E soprattutto, al momento, è difficile stabilire anche un movente plausibile. Con molta probabilità chi ha colpito non lo ha fatto con l’intento di uccidere. Il «foro d’entrata» nella coscia - così lo definiscono gli investigatori - è molto piccolo. Potrebbe trattarsi di un avvertimento finito male. «La lacerazione dell’arteria femorale» gli è stata fatale. [fab. ame.]

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