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Maltrattavano bimbi in asilo del Potentino arrestate due maestre

POTENZA - Ad accorgersene è stata prima una coppia di genitori, preoccupata per gli atteggiamenti del bambino. Erano cambiati e da qualche giorno usava termini e modi di fare che non aveva mai usato prima. Sembrava molto remissivo, hanno spiegato agli investigatori, mostrandosi spesso intimidito
Maltrattavano bimbi in asilo del Potentino arrestate due maestre
POTENZA - L'accusa è di aver maltrattato i bambini, ma sui dettagli non ci sono particolari. Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza Luigi Spina ha disposto l’arresto (ai domiciliari) delle due maestre della scuola per l'infanzia. Sotto accusa sono finite Donata Parisi, 55 anni, e Nicoletta Bove, 60. Secondo l’accusa erano troppo severe e i loro mezzi andavano oltre, sconfinando nel codice penale. 

«A conclusione di mirate indagini - spiegano i carabinieri del comando provinciale di Potenza in un comunicato - hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di potenza, Luigi Spina, su richiesta della Procura della Repubblica di Potenza, Alessandra Pinto, nei confronti  di  maestre in servizio in una scuola per l’infanzia di questa provincia. I reati contestati sono maltrattamenti in danno di fanciulli».

Molto scarne le informazioni. «Le indagini - fanno sapere i carabinieri - avviate nel mese di dicembre del 2014 a seguito di denuncia presentata ai carabinieri dai genitori di alcuni bambini, allievi della scuola, preoccupati per i cambiamenti di umore manifestati all’interno delle mura domestiche al rientro dalla sede scolastica». 

Ad accorgersene è stata prima una coppia di genitori, preoccupata per gli atteggiamenti del bambino. Erano cambiati e da qualche giorno usava termini e modi di fare che non aveva mai usato prima. Sembrava molto remissivo, hanno spiegato agli investigatori, mostrandosi spesso intimidito. Confrontandosi con altri genitori hanno capito che il problema era comune. In più di una famiglia si era innescata la paura che a scuola stesse accadendo qualcosa di strano.

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