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Sigilli al viadotto dove è morto l'operaio

di PINO PERCIANTE
LAGONEGRO - La Procura di Castrovillari ha disposto il sequestro del tratto del viadotto Italia sull’autostrada Salerno –Reggio Calabria, tra Laino Borgo e Mormanno. È stata bloccata sia la carreggiata in direzione sud che quella in direzione nord. L’indagine è partita dopo il crollo di una campata del ponte (il più alto d’Italia e il secondo in Europa) che lunedì pomeriggio ha causando la morte di un operaio rumeno di 25 anni
Sigilli al viadotto dove è morto l'operaio
di PINO PERCIANTE

LAGONEGRO - La Procura di Castrovillari ha disposto il sequestro del tratto del viadotto Italia sull’autostrada Salerno –Reggio Calabria, tra Laino Borgo e Mormanno. È stata bloccata sia la carreggiata in direzione sud che quella in direzione nord. L’indagine è partita dopo il crollo di una campata del ponte (il più alto d’Italia e il secondo in Europa) che lunedì pomeriggio ha causando la morte di un operaio rumeno di 25 anni. Adrian Miholca, operaio di una ditta che effettua lavori in subappalto, intorno alle 17 stava lavorando sul viadotto, lato Reggio Calabria. Era a bordo di una piccola ruspa quando è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa 80 metri, sotto gli occhi del fratello che lavorava con lui per la ditta Nitrex di Brescia, specializzata in demolizioni con esplosivi e abbattimenti controllati. Miholca stava lavorando per preparare una demolizione. Improvvisamente è crollata la quinta campata del ponte e per lui non c’è stato scampo.

Fatalità, negligenza o disattenzione? Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha nominato una commissione d’inchiesta interna per verificare la dinamica e le eventuali responsabilità dell’inciden - te su cui comunque sta indagando la magistratura che ha aperto un fascicolo d’in - dagine. Il pm di Castrovillari Simona Manera, coordinata dal procuratore capo Franco Giacomantonio, è al lavoro per risalire ad eventuali responsabilità, attraverso le indagini della polizia stradale di Lagonegro. Il 22 dicembre scorso la cerimonia per l’inaugurazione di un tratto della Salerno – Reggio Calabria dedicata ad uno dei lavoratori caduti nell’ infinita opera di ampliamento dell’autostrada: Serafino Sciarrone, morto il 26 maggio del 2012 mentre lavorava alla costruzione della galleria Paci.

Ma quella non è stata l’ultima morte bianca nei cantieri della A 3. A marzo e maggio del 2014 sul tratto lucano hanno perso la vita altri due lavoratori: Giuseppe Palagano, di Lauria, e Antonio De Luca, di Campobasso, entrambi morti in galleria. Ora un nuovo incidente che riapre le polemiche sul cantiere interminabile. L’ammoder namento di questa autostrada, tra ampliamenti, realizzazione della corsia d’emergenza e correzioni del tortuoso tracciato originario va avanti da 18 anni, rallentato da errori, dal peso della criminalità organizzata, dal fallimento di imprese e problemi tecnici, funestato da lutti. Malgrado tutto il presidente Ciucci ha ostentato sempre un inflessibile ottimismo.

Pochi mesa fa aveva affermato : i cantieri storici della Salerno – Reggio Calabria contiamo di chiuderli entro la prima metà del 2015. Restano da realizzare alcuni chilometri in Calabria. Insomma, a conti fatti mancano poco meno di un centinaio di chilometri. Tutto vero, ma dopo diciotto anni. Intanto, resta chiusa l’autostrada tra Laino e Mormanno, ma il traffico viene deviato già a Lagonegro con gravi disagi per gli automobilisti. Può proseguire solo chi deve andare a Lauria o viceversa chi da Lauria deve andare a Lagonegro.

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