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Martedì 17 Ottobre 2017 | 13:30

Da tutto il Sud a Potenza per la speranza di un figlio

di PIERO MIOLLA
POTENZA - Un centro fortemente attrattivo che richiama pazienti da Calabria, Campania e Puglia. È il centro di procreazione medicalmente assistita del San Carlo di Potenza: uno dei pochi centri pubblici del Mezzogiorno. La struttura offre una gamma ampia di servizi per la procreazione assistita ed è stato, di recente, al centro di una polemica con la vicina Puglia
Da tutto il Sud a Potenza per la speranza di un figlio
di PIERO MIOLLA

POTENZA - Un centro fortemente attrattivo che richiama pazienti da Calabria, Campania e Puglia. È il centro di procreazione medicalmente assistita del San Carlo di Potenza: uno dei pochi centri pubblici del Mezzogiorno. La struttura offre una gamma ampia di servizi per la procreazione assistita ed è stato, di recente, al centro di una polemica con la vicina Puglia che, ritenendo che centri del genere non rientrino nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), ha fissato per quel tipo di trattamento un ticket di circa 3mila euro: a Potenza, invece, alla struttura si accede con un ticket base.
Recentemente, poi, è stato anche introdotto un day service, modalità organizzativa che consente, specie a chi viene da fuori ed abbisogna di una pluralità di prestazioni, di effettuare tutto nell’arco di una giornata senza doversi sobbarcare continui viaggi.

C’è, dunque, la possibilità di svolgere tutte le prestazioni legate al ciclo dell’inseminazione in una sola giornata: un servizio che i pazienti mostrano di gradire non poco. Il centro è nato nel 1997 «con l’obiett ivo di far fronte ad una problematica emergente delle coppie nell’ultimo ventennio: l’infertilità. Ha garantito un corretto inquadramento e un idoneo trattamento dell’infertilità di coppia, riducendo in maniera significativa i flussi migratori verso altre regioni. Negli ultimi anni il centro è divenuto un importante polo di attrazione per pazienti infertili provenienti da altre regioni d’Italia».

Ma quali sono i servizi offerti dal centro? In primis l’inseminazione uterina: si tratta di una tecnica di fecondazione ambulatoriale, che prevede una stimolazione farmacologica moderata della follicologenesi. C’è poi la fecondazione in vitro e trasferimento dell’embrione in utero e l’iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi. Come è noto, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’infertilità è una vera e propria patologia che interessa il 15-20% delle coppie: si stima che 1 coppia su 6 al mondo abbia difficoltà nel concepire. Secondo l’European Society of Human Reproduction and Embriology, poi, la prevalenza dell’infer tilità nelle donne europee, di età compresa tra i 20 e i 44 anni, è del 9%. Nella popolazione delle over 35 una donna su tre ha, quindi, problemi di infertilità. L’Isti - tuto Superiore di Sanità stima che nel nostro Paese più del 15% delle coppie in età fertile abbia problemi della sfera riproduttiva e che 45mila nuove coppie ogni anno incontrino difficoltà nel concepire. La risposta terapeutica a questo problema è la procreazione medicalmente assistita, grazie alla quale ogni anno vengono al mondo 246mila bambini di cui 10mila soltanto in Italia.

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