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Potenza, la città del verde inaccessibile

di GIOVANNA LAGUARDIA
POTENZA - I capoluoghi più verdi d’Italia sono quelli lucani: Matera e Potenza sono, rispettivamente, al primo e al secondo posto nella classifica della disponibilità pro capite di verde. Lo dice l’ultima indagine Istat «Noi Italia 2015, 100 statistiche per capire il paese», i cui dati sono stati recentemente diffusi, ma a Potenza il verde urbano è scarsamente fruibile, se non addirittura inaccessibile
Potenza, la città del verde inaccessibile
di GIOVANNA LAGUARDIA

POTENZA - I capoluoghi più verdi d’Italia sono quelli lucani: Matera e Potenza sono, rispettivamente, al primo e al secondo posto nella classifica della disponibilità pro capite di verde. Lo dice l’ultima indagine Istat «Noi Italia 2015, 100 statistiche per capire il paese», i cui dati sono stati recentemente diffusi. La città dei Sassi, infatti, grazie alla presenza nel suo territorio di un parco regionale, quello delle chiese rupestri, ha ben 992 metri cubi di verde per abitante. Al secondo posto, molto staccata ma, comunque, con un mare di verde a disposizione di ogni cittadino, c’è Potenza, con 371,6 metri cubi di verde per abitante. Decisiva, in questo caso, per il calcolo statistico, la presenza di un’ampia area boscosa alla periferia della città, il bosco della Pallareta, da sempre meta delle brevi gite fuori porta dei potentini. A leggere dietro le statistiche, però, l’immagine di Potenza città verde diventa alquanto sbiadita. In molti casi, infatti, il verde urbano è scarsamente fruibile, se non addirittura inaccessibile.

Tanti i problemi nella gestione delle aree attrezzate, da quelle storiche a quelle di recente istituzione. Due esempi eclatanti sono la villa del Prefetto, in pieno centro storico, e il parco fluviale del Basento, alla periferia della città. La prima chiusa da anni, il secondo mai aperto. La villa del Prefetto, di proprietà della Provincia, doveva essere riqualificata con una serie di lavori partiti nel 2012. Ma, dopo una poderosa opera di diradamento degli alberi, praticamente tutto si è fermato. E le condizioni di grave crisi finanziaria dell’ente proprietario non fanno presagire nulla di buono sul suo futuro. I lavori per il parco fluviale del Basento. Anche in questo caso i lavori sono iniziati nel 2012 con una poderosa opera di ripulitura delle due rive. E anche in questo caso si sono fermati dopo qualche mese senza più riprendere, almeno fino a questo momento.

Che dire, poi, del parco di Montereale, il cui arredo è troppo spesso preda dei vandali e del parco di Sant’Antonio La Macchia, che attende da anni la riqualificazione (recentemente un progetto da oltre 100 mila euro è stato candidato a un bando regionale)? Per non parlare dello stesso bosco della Pallareta che, come hanno denunciato più volte i lettori della Gazzetta nel corso degli anni, viene utilizzato dagli incivili come ricettacolo di rifiuti di ogni genere. Anche il nuovissimo parco di Macchia Romana, dedicato ad Elisa Claps, è stato più volte preso di mira dai vandali, che hanno rotto rubinetteria ed altri arredi. Insomma, Potenza sarà anche una città verde, stando ai freddi numeri dell’Istat, ma i potentini sono verdi di... bile per la presenza di tanti parchi scarsamente fruibili, abbandonati, degradati o, addirittura, chiusi.

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