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«Basilicata, il pil giù del 6%» I dati del rapporto fantasma

POTENZA - Un rapporto sull’economia della Basilicata era stato commissionato dalla Regione Basilicata ma i suoi risultati non sono mai stati diffusi. Risale al 2013 ed è costato 40mila euro. È stato affidato alla Svimez. Con precisione l’analisi viene disposta nel mese di marzo del 2013, mentre infuriava l’inchiesta Rimborsopoli. Il Pil (prodotto interno lordo) è crollato da -3 a -6 per cento
«Basilicata, il pil giù del 6%» I dati del rapporto fantasma
POTENZA - Un rapporto sull’economia della Basilicata era stato commissionato dalla Regione Basilicata ma i suoi risultati non sono mai stati diffusi. Risale al 2013 ed è costato 40mila euro. È stato affidato alla Svimez.

Sono 287 pagine fitte di analisi, schemi e grafici sulla Basilicata in tutti i suoi aspetti. Con precisione l’analisi viene disposta nel mese di marzo del 2013, mentre infuriava l’inchiesta Rimborsopoli (che ha poi portato alle dimissioni della giunta regionale e ha prodotto un processo in cui sono imputati quasi tutti i consiglieri della passata legislatura).

Il Pil (prodotto interno lordo) è crollato da -3 a -6 per cento. Una lunga analisi è dedicata alla denatalità e all’emigrazione di giovani. Secondo gli esperti Svimez «i due fenomeni sono il giudizio più netto della popolazione sulla capacità del territorio di creare lavoro qualificato».

Secondo lo Svimez «la causa principale è che la Basilicata non attrae, soprattutto perché è inaccessibile e scoraggia gli imprenditori». Le carenze: «Mancano ferrovie, strade, banda larga».

Altro aspetto elaborato è «l’indice di accessibilità»: un dato che tiene conto di distanze e relazioni tra i nodi di accesso alle reti di trasporto e la concentrazione delle aziende che quelle reti utilizzano.

La Basilicata è ferma a fondo classifica con un punteggio di 38,7. La media del Sud supera i 43 punti e quella del Centro-Nord i 60. «È la sintesi - secondo Svimez - della perifericità e dell’isolamento in cui si trova l’economia dell’area, con effetti a cascata anche sul piano sociale».

La situazione nel 2013 era critica in tutto il Mezzogiorno, in piena desertificazione industriale: dove crolla il Pil e gli investimenti si dimezzano e da cui si continua a scappare in massa per emigrare al Centro-Nord. In 20 anni sono emigrate 2,7 milioni di persone. Qui la disoccupazione reale superava nel 2013 il 28 per cento, una famiglia su sette guadagnava meno di mille euro al mese e in un caso su quattro il rischio povertà restava (ma resta ancora oggi) anche con due stipendi in casa.

Nel 2012 il Pil è calato nel Mezzogiorno del 3,2 per cento, oltre un punto percentuale in più del Centro-Nord, pure negativo (-2,1 per cento). Dal 2007 al 2012, il Sud ha bruciato la bellezza di dieci punti percentuali di ricchezza, quasi il doppio del Centro-Nord (-5,8 per cento).

Il dossier Svimez descrive la Basilicata in questo contesto. La situazione dal 2013 a oggi non è affatto migliorata: Pil, disoccupazione ed emigrazione sono in netta crescita. Il rapporto definisce la Basilicata come una «regione in apnea». Nonostante le risorse.

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