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Arpab, inchiesta su incarichi e bilancio

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Ancora nella bufera. Ancora sotto attenzione. Non c’è pace per l’Arpab, l’agenzia per la tutela ambientale della Basilicata. Dopo la denuncia della Cgil che accusa i vertici dell’ente di «tentativo sistematico di alimentare il ricorso a servizi e personale esterno per competenze ed attività che potrebbero essere svolte per buona parte dei casi dal personale interno» una nuova tegola arriva dalla Corte dei Conti
Arpab, inchiesta su incarichi e bilancio
di Antonella Inciso

POTENZA - Ancora nella bufera. Ancora sotto attenzione. Non c’è pace per l’Arpab, l’agenzia per la tutela ambientale della Basilicata.

Dopo la denuncia della Cgil che accusa i vertici dell’ente di «tentativo sistematico di alimentare il ricorso a servizi e personale esterno per competenze ed attività che potrebbero essere svolte per buona parte dei casi dal personale interno» una nuova tegola arriva dalla Corte dei Conti.

In particolare, dalla Procura contabile che sull’agenzia ha aperto un’inchiesta. Tre i filoni d’indagine su cui si è concentrato il lavoro dei giudici contabili: l’affidamento degli incarichi, il bilancio e l’utilizzo delle long list. Nel dettaglio la lente degli inquirenti si è soffermata, per la prima tranche, su alcuni incarichi legali che sono stati svolti e regolarmente retribuiti al personale interno all’agenzia che, però, non poteva svolgere quelle mansioni e che, proprio per quelle attività, ha ottenuto un contributo economico di diverse migliaia di euro.

Sempre sui fondi spesi per le consulenze esterne, invece, la tranche che riguarda le long list, con presunte irregolarità proprio nella scelta del personale. Infine, il terzo filone, è legato alla redazione del bilancio di previsione 2015 e del consuntivo 2014.

Insomma, tre filoni. Tre tranche d’indagine finite in un’unica maxi inchiesta per la quale la magistratura della Corte dei Conti ipotizza presunte irregolarità e danni erariali a carico della Regione. Perchè secondo le ipotesi al vaglio degli inquirenti (l’indagine è partita grazie ad un’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Gianni Rosa, ed ad un esposto di un esponente sindacale) con i provvedimenti assunti l’Agenzia avrebbe violato diverse procedure. Quelle di trasparenza, di evidenza pubblica ed il principio concorsuale per quanto riguarda le long list e le consulenze, mentre il principio dell’omnicomprensività del trattamento del pubblico impiego e quello di svolgere incarichi superiori per quanto riguarda gli incarichi legali affidati. Tutti aspetti che - nell’ipotesi accusatorio della giustizia contabile ancora in corso di accertamento però - porterebbero ad un danno erariale a carico della Regione e dei vertici dell’agenzia ambientale.

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