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Province produttive il tour di Renzi partirà da Melfi

ROMA - Sabato 14 il premier potrebbe andare a Melfi per avviare da là il tour delle province "per tornare a contatto con lavoratori e realtà produttive del paese". La tentazione di creare un Ministero per il Mezzogiorno
Province produttive il tour di Renzi partirà da Melfi
ROMA – Da Pontassieve, dove Matteo Renzi trascorre la domenica, suonano molto lontane le minacce di Silvio Berlusconi di una Forza Italia "all’opposizione a 360 gradi" dopo la rottura del Patto del Nazareno. Ma nemmeno a Roma il premier ha intenzione di subire la levata di scudi del leader di Forza Italia. "Andiamo avanti, vedremo se il Cav strappa davvero su riforme concordate insieme non per fare un favore a me ma al paese", è l’indicazione che il leader Pd dà ai suoi alla vigilia di una settimana in cui alla Camera torna la riforma istituzionale e al Senato sarà incardinato il ddl anticorruzione.

Dopo aver liquidato, ieri, con un sorriso l’attacco del leader azzurro sul rischio di una deriva autoritaria, oggi il Pd ignora completamente il nuovo altolà del Cavaliere. Che però, si fa notare in ambienti dem, non ripete l’accusa di autoritarismo e chiarisce che Forza Italia appoggerà "riforme positive". Segnali che fanno pensare al vertice del Pd che, sbollita la rabbia, Berlusconi tornerà al tavolo delle riforme, almeno sulla legge elettorale, un tema sul quale non può, e non vuole, chiamarsi fuori. Anche perchè, è l’avvertimento che sta partendo dal Nazareno, se Fi si sfila allora Renzi potrebbe riconsiderare alcuni punti della legge, come i capilista bloccati, contestati dalla minoranza dem. "La soluzione si può trovare facilmente abbassando il numero dei collegi e, di conseguenza, aumentando il numero dei parlamentari eletti per farli diventare maggioritari rispetto a quelli nominati", propone il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano.

In ogni caso l’Italicum non tornerà in Aula in tempi brevissimi. E per Renzi, in questa fase, anche davanti ai timidi segnali di ripresa economica, è prioritario avviare una serie di misure che sblocchino investimenti e crescita. Il 20 febbraio è la data indicata sul calendario per un di quei consigli dei ministri che ciclicamente il premier vuole super. Oltre alla delega fiscale, con la contestata norma del 3 per cento, il governo correggerà il regime delle partite Iva e varerà quel pacchetto di misure chiamate "investment compact" per agevolare, anche con una serie di liberalizzazioni, chi vuole investire in Italia.

Nel frattempo il segretario Pd ha voglia di uscire dal Palazzo dove è stato costretto anche per gestire la partita del Quirinale. Sabato 14 il premier potrebbe andare a Melfi per avviare da là il tour delle province "per tornare a contatto con lavoratori e realtà produttive del paese". E la prima tappa di Melfi non è casuale visto che il presidente del consiglio si è convinto di trasformare il ministero degli Affari Regionali, ora vacante dopo l’addio di Maria Carmela Lanzetta, in un ministero del Mezzogiorno che gestisca i fondi Ue. Un dicastero che dovrebbe essere guidato da una donna e che, ragionano nel Pd, strizza l’occhio a parlamentari, legati al sud, che potrebbero scegliere di passare in maggioranza potenziando i numeri al Senato.

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