Cerca

Martedì 19 Settembre 2017 | 17:33

Ex Metapontum Agrobios pagati per non far nulla

di PIERO MIOLLA
MATERA - «Perché l’ex Metapontum Agrobios non inizia a camminare con le proprie gambe collocandosi, con i suoi servizi, sul mercato? Potrebbe essere questo un modo per alleggerire anche il bilancio regionale». La proposta, solo apparentemente provocatoria, arriva da Pio Abiusi, attivista dell’associazione «Ambiente e Legalità», il quale ha preso a modello la Eco Center
Ex Metapontum Agrobios pagati per non far nulla
di PIERO MIOLLA

MATERA - «Perché l’ex Metapontum Agrobios non inizia a camminare con le proprie gambe collocandosi, con i suoi servizi, sul mercato? Potrebbe essere questo un modo per alleggerire anche il bilancio regionale». La proposta, solo apparentemente provocatoria, arriva da Pio Abiusi, attivista dell’associazione «Ambiente e Legalità», il quale ha preso a modello la Eco Center, società fondata nel 1994 da comuni e comprensori dell’Alto Adige e dalla Provincia autonoma di Bolzano, che ha compiuto le operazioni di campionamento sulle emissioni in atmosfera dei camini E1 (forno a griglia) ed E2 (forno rotante), del termovalorizzatore «Fenice» di Melfi.

La Eco Center nel 2004 ha fondato la società Ecoresearch per garantire un monitoraggio continuo dei propri impianti e per sviluppare nuovi progetti di ricerca ambientale. Nell‘arco degli anni Eco-Research si è affermata come laboratorio di riferimento nel campo delle analisi ambientali e come centro di ricerca, acquisendo la fiducia di aziende private ed enti pubblici.
«Anche per il nostro laboratorio vale il principio della pura copertura dei costi e quindi il principio del no-profit», si legge http://www.eco-research.it/.

Abiusi, in sostanza, propone per Metapontum Agrobios la stessa destinazione: «Mi sembra giusto che Agrobios esca dall’ala protettiva della Regione e vada a vendere i suoi prodotti, ad iniziare dal monitoraggio. Si tratta, come è noto, pur sempre di un organismo certificato che, liberandosi dell’egida di via Anzio, potrebbe ottenere ricavi e, in conclusione, eliminerebbe alla radice anche quella tensione, a mio modo di vedere giustificata, in ambienti Arpab, dovuti al fatto che i monitoraggi pubblici vanno firmati dai dipendenti dell’Agenzia che, però, hanno un trattamento economico inferiore rispetto a quello degli ex dipendenti Agrobios. Per i primi, infatti, c’è un contratto pubblico, per i secondi, invece, privato».

Una riflessione, quella di Pio Abiusi, che si è tradotta in una proposta concreta, destinata certamente a far discutere. «Mi chiedo perché mai non dovremmo valorizzare le cose positive, se ci sono, ottenendo, oltretutto, anche un risparmio. Agrobios, infatti, sta sulle spalle della collettività senza una precisa funzione: i suoi dipendenti non possono firmare verbali per conto di Arpab, non essendo suoi dipendenti. Il personale di Ecoresearch è stato messo sul mercato e si guadagna da vivere facendo i campionamenti: ha laboratori accreditati così come, in parte, li ha Agrobios. Dalle nostre parti si sta sempre attaccati al grembo materno?», ha concluso Abiusi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione