Cerca

Martedì 26 Settembre 2017 | 20:20

Rimborsopoli Basilicata a rischio i «vitalizi»

POTENZA -Sarà sospeso per tutti quei casi in cui i consiglieri hanno subito una condanna, in via definitiva, per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Ed in particolare truffa, peculato, abuso d’ufficio e corruzione solo per fare alcuni esempi. Una norma regionale del 2012 rischia di far tremare diversi esponenti politici. Compresi quelli coinvolti nell’inchiesta Rimborsopoli, se condannati ovviamente.
Rimborsopoli Basilicata a rischio i «vitalizi»
ANTONELLA INCISO
POTENZA - Una nuova tegola sui «privilegiati» del vitalizio. Una nuova tegola che si abbatte sui consiglieri regionali che hanno ottenuto ed otterranno il beneficio. Il tanto discusso vitalizio, infatti, sarà sospeso per tutti quei casi in cui i consiglieri hanno subito una condanna, in via definitiva, per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Ed in particolare truffa, peculato, abuso d’ufficio e corruzione solo per fare alcuni esempi. A stabilirlo è una norma di una legge regionale del 2012 che rischia di far tremare diversi esponenti politici. Compresi quelli coinvolti nell’inchiesta Rimborsopoli, se condannati ovviamente.

Nel frattempo per capire la situazione gli uffici regionali hanno inviato una nota sia ai consiglieri che percepiscono il vitalizio sia agli eredi, che di alcuni hanno ottenuto la reversibilità, chiedendo un’autocertificazione che attesti l’assenza di condanne. Una dichiarazione che i consiglieri dovranno far pervenire, come termine perentorio, entro la fine di marzo. Trascorso tale periodo, se l’auto certificazione non sarà pervenuta, la sospensione del vitalizio sarà automatica. Insomma, per capire se ci saranno o meno consiglieri «esclusi» dalla norma si dovrà attendere.

Nel frattempo la Regione continuerà a versare regolarmente il contributo economico mensile a tutti i beneficiari. Un contributo che ogni mese costa 246 mila 296 euro, a cui si aggiungono altri 32mila 172 euro percepiti, come reversibilità, dalle mogli dei politici deceduti. Insomma, non proprio spiccioli. Soprattutto se parametrati al criterio con cui sono stati assegnati ossia anche solo 5 anni di contributi. Un paradosso che ha scatenato non poche polemiche e che ha portato, negli anni scorsi, all’abolizione del beneficio a partire dalla legislatura in corso (anche se non li percepiranno anche i consiglieri della scorsa legislatura al primo mandato) e, qualche giorno fa, alla possibile decurtazione del 10 per cento di quelli attualmente erogati. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione