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«Salva Potenza», il destino legato alla card carburanti

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Tutto gira attorno al petrolio, anche questa volta. Tutto gira attorno ai soldi che la Regione incassa, più o meno direttamente, dalle estrazioni petrolifere. Anche per il destino della città capoluogo.Potenza batte cassa con la Regione e questa, come da prassi in tempi di ristrettezze, cerca fondi mettendo le mani nella cassaforte lucana, il petrolio. L’idea, infatti, è quella di trasferire, una volta che la card carburanti è diventata social card, i soldi assegnati al reddito minimo alla città capoluogo
«Salva Potenza», il destino legato alla card carburanti
di Antonella Inciso

POTENZA - Tutto gira attorno al petrolio, anche questa volta. Tutto gira attorno ai soldi che la Regione incassa, più o meno direttamente, dalle estrazioni petrolifere. Anche per il destino della città capoluogo.

Potenza batte cassa con la Regione e questa, come da prassi in tempi di ristrettezze, cerca fondi mettendo le mani nella cassaforte lucana, il petrolio. L’idea, infatti, è quella di trasferire, una volta che la card carburanti è diventata social card, i soldi assegnati al reddito minimo alla città capoluogo. Perchè si tratta di fondi provenienti dalla spesa corrente, perchè si tratta di finanziamenti che potrebbero essere immediatamente utilizzabili, perchè è una somma sostanziosa. Insomma, per tutta una serie di motivi questa potrebbe essere la strada da seguire per consentire di recuperare, in un colpo solo, circa dieci milioni di euro.

Per il reddito minimo d’inserimento, infatti, la Regione spende 10 milioni di euro. Soldi che, al momento, preleva dal bilancio corrente. Una volta che la card carburante diventerà ufficialmente social card, invece, le misure per i poveri potranno essere sostenute con i fondi del greggio. E così i 10 milioni impiegati nella spesa corrente potranno essere liberati ed utilizzati proprio per il «Salva Potenza».

Dieci milioni di euro, però, non bastano a coprire l’intero disavanzo della città. Se ne devono recuperare altri dieci. Ed allora la Regione sta valutando già un piano: parte della restante somma arriverà dell’avanzo di amministrazione (somma che, però, deve essere ancora calcolata) parte dalle nuove entrate che l’ente incasserà. Perchè alla fine, dopo la girandola di voci e di indiscrezioni che va avanti da giorni ormai, una certezza c’è: il «Salva Potenza» ci sarà. E quasi certamente con tutti i 20 milioni di euro richiesti.

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