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Potenza, De Luca sbatte la porta e denuncia gli «interessi sporchi»

POTENZA - A quasi otto mesi dall’insediamento nel palazzo municipale, si è dimesso il sindaco di Potenza, Dario De Luca. La decisione non arriva inattesa in quanto il giro di consultazioni per un governo di «rinascita cittadina» non ha permesso di raggiungere l’intesa, soprattutto con le forze di centrosinistra che sono la maggioranza in consiglio comunale. Per Potenza è un altro colpo dopo quello della dichiarazione di dissesto finanziario. Proprio a causa delle difficoltà economiche saranno chiuse le scale mobili Santa Lucia e Basento
Potenza, De Luca sbatte la porta e denuncia gli «interessi sporchi»
MIMMO SAMMARTINO
POTENZA -Ore 11.05 del 26 gennaio 2015. Nella sala dell’Arco del Palazzo di città, il sindaco di Potenza, Dario De Luca, annuncia le proprie dimissioni. È l’ultimo atto del sindaco sostenuto da alcuni raggruppamenti di centrodestra (primo caso in città) in un Consiglio comunale a maggioranza di centrosinistra. Un primo cittadino eletto dai potentini lo scorso 8 giugno, nel corso del ballottaggio con il candidato del centrosinistra Luigi Petrone (giunto a un soffio dall’elezione al primo turno) e che, dopo polemica e faticosa ricostruzione della situazione debitoria, ha portato - il 20 novembre scorso - all’approvazione pressocché unanime (con alcune astensioni) in Consiglio del dissesto finanziario.

Proprio lo scatafascio delle casse comunali, insieme alla mancanza di una vera maggioranza politica trasversale a sostegno del richiesto «governo di rinascita cittadina», ha convinto De Luca a rompere gli indugi e a indirizzare la lettera del «gran rifiuto» (riportata integralmente qui di fianco) al presidente del Consiglio comunale e ai consiglieri, al segretario generale del Comune e al prefetto.

Dietro a questa decisione (ma la legge prevede venti giorni di tempo nei quali diventa possibile ritirare le dimissioni) il balletto politico che si è trascinato da tempo. Una sorta di «gioco dell’oca» con ritorno sempre alla casella di partenza. In ballo però c’è la gravissima situazione cittadina e la proposta del sindaco di costituire un governo trasversale, appoggiato da tutte le componenti politiche, per dare risposte a Potenza e alla sua gente. Un obiettivo perseguibile, ripete De Luca, solo a condizione che nessuno ponga veti, come invece, finora, sembra essere accaduto. Con qualche segnale nuovo: non solo legato agli incontri politici (in particolare con i massimi dirigenti del Pd) in corso in queste ore, ma anche con la nota - inviata ieri mattina contestualmente alla conferenza stampa del sindaco - del «centrosinistra per Petrone». Si preannuncia la partecipazione all’incontro di oggi con De Luca, specificando il proprio «pieno disinteresse a entrare nell’esecutivo». Viene confermata «la manifestazione di sostegno per un’azione di governo utile a fronteggiare la fase emergenziale», precisando «che il rilancio della città di Potenza non potrà che passare da un confronto istituzionale-programmatico». Si esplicita inoltre il proprio «chiaro disinteresse a tutte le dinamiche interne al centrodestra, inteso nella sua interezza, e ai rapporti di quest’ultimo con l’esecutivo».

Quello che ha destato più scalpore nella dichiarazioni di congedo del sindaco De Luca, sono state le possibili pesantissime conseguenze per la città e per i potentini. Ma anche la gravità di alcune parole sillabate: «Abbiamo cominciato a incidere sugli interessi sporchi della città quando abbiamo deciso per il nuovo centro di trasferenza dei rifiuti». E, dall’amministrazione, si indica anche un altro possibile bubbone: il sistema dei trasporti. «I costi standard - sostengono - presupporrebbero una spesa di 6-7 milioni annui. Ne paghiamo 14».

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