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«Anno giudiziario» A Potenza dati invariati nonostante le fusioni Pittella: non abolire presidi

POTENZA – “Nell’ultimo anno, nel distretto della Corte d’Appello di Potenza, nonostante le notevoli difficoltà che si sono dovute affrontare in sede di riorganizzazione con la soppressione del Tribunale di Melfi (Potenza) e la fusione del Tribunale di Sala Consilina (Salerno) con quello di Lagonegro (Potenza) la situazione è rimasta invariata”. E’ questo uno dei passaggi della relazione del Presidente vicario della Corte d’Appello di Potenza, Vincenzo Autera, illustrata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario
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«Anno giudiziario» A Potenza dati invariati nonostante le fusioni Pittella: non abolire presidi
POTENZA – “Nell’ultimo anno, nel distretto della Corte d’Appello di Potenza, nonostante le notevoli difficoltà che si sono dovute affrontare in sede di riorganizzazione della geografia giudiziaria con la soppressione del Tribunale di Melfi (Potenza) e la fusione del Tribunale di Sala Consilina (Salerno) con quello di Lagonegro (Potenza) la situazione è rimasta invariata”. E’ questo uno dei passaggi della relazione del Presidente vicario della Corte d’Appello di Potenza, Vincenzo Autera, illustrata nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.

I dati sulla durata del processo “sono rimasti sostanzialmente invariati” rispetto allo scorso anno: secondo l'Ufficio statistiche della Cassazione, sono necessari 3.598 giorni per i tre gradi del processo civile a Potenza (3.449 la media nazionale), mentre “continua a essere ottimale la durata media dei procedimenti negli uffici della Procura ordinaria”, con 267 giorni per i procedimenti penali. I dati sui tribunali, invece,“confermano una persistenza di obiettiva difficoltà a fronteggiare il flusso sopraggiunto, per cui il tempo di definizione dei processi non registra rilevanti miglioramenti” con circa mille giorni per dibattimenti penali, e 351 giorni per l'appello.

L'eventuale soppressione della Corte d’Appello, poi, porterebbe secondo Autera, “priverebbe la Basilicata di un rilevante e imprescindibile presidio”, con un’ipotesi “che ha già prodotto dei danni, poichè la possibilità di una chiusura ha portato molti a non chiedere l’assegnazione a Potenza, per paura poi di un trasferimento diretto a Catanzaro”.

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