Cerca

Regione Basilicata il pasticcio dei derivati

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - C’era un parere legale che sconsigliava quell’investimento. Ma è stato ignorato. I contratti derivati sottoscritti dalla Regione Basilicata sono costati circa 32 milioni di euro fino a fine 2014. Sono costati 5 milioni di euro nel solo 2014 e per il triennio 2015/2017 sono previste in bilancio ulteriori perdite per altri 10 milioni». I derivati sono stati un acquisto incauto. E anche per quest’anno sono previste notevoli perdite
Regione Basilicata il pasticcio dei derivati
di Fabio Amendolara

POTENZA - C’era un parere legale che sconsigliava quell’investimento. Ma è stato ignorato. I contratti derivati sottoscritti dalla Regione Basilicata sono costati circa 32 milioni di euro fino a fine 2014. Sono costati 5 milioni di euro nel solo 2014 e per il triennio 2015/2017 sono previste in bilancio ulteriori perdite per altri 10 milioni». I derivati sono stati un acquisto incauto. E anche per quest’anno sono previste notevoli perdite.

Due avvocati della Regione Basilicata, Mirella Viggiani e Roberto Brancati, però, avevano avvisato gli amministratori: «Si richiede un’analisi più che giuridica di opportunità circa l’assunzione, da parte dell’amministrazione regionale, di impegni che possono risultare particolarmente gravosi o non perfettamente rispondenti ai tempi di procedimentalizzazione delle relative attività».

I due avvocati spiegano: «L’esperienza finanziaria anglosassone - scrivono nell’atto che contiene il loro parere legale i due avvocati - ci ha fornito degli strumenti flessibili attraverso i quali regolamentare l’esposizione al rischio finanziario. Essi sono conosciuti principalmente con il nome di “swap”, termine questo che indica degli accordi, in uso già dagli inizi degli anni ottanta, con cui le parti danno vita ad un rischio di tipo differenziale con funzione di copertura (hedging) o con funzione speculativa (trading)».

«Peraltro - sottolineano dall’ufficio legale regionale - benché nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti da illeciti è onere dell’intermediario provare di aver agito con la dovuta diligenza, la legge ha espressamente escluso che a tali rapporti si applichi il regime dell’eccezione del gioco, regola civilistica questa in base alla quale è irripetibile ciò che sia stato spontaneamente pagato dopo l’esito di un giuoco o di una scommessa (la cosiddetta obbligazione naturale)».

E ancora: «Orbene, i quesiti avanzati con la nota in oggetto riguardano un modello contrattuale il cui contenuto è stato unilateralmente predisposto dalla Isda (International swaps and derivatives association) ed è stato definito, da questo ufficio come “non modificabile”. È evidente, quindi, che l’analisi riguarda un contratto per adesione ove è escluso il riconoscimento della possibilità di trattare le regole del rapporto se non per una parte marginale, quella relativa alla scelta di singole opzioni o clausole».

E con la firma del contratto «sorgono obbligazioni reciproche (si dice che il contratto ha forza di legge tra le parti) per cui, fermo restando la chiarezza del contenuto delle prestazioni dovute, ogni contraente può esigere giudiziariamente, in caso di inadempimento o ritardo nell’adempimento, lo scioglimento del vincolo contrattuale o il suo rispetto forzoso».

«Al fine di scongiurare potenziali conflitti o sanzioni - si legge nel documento dell’ufficio legale - è buona regola ottimizzare i tempi di ogni prestazione a cui si obbliga la Regione. Particolare attenzione merita quella parte contrattuale in cui si riconosce la libera disponibilità del contratto, nonché quella relativa alla mancanza di affidamento tra le parti che la parte A ha richiesto alla Parte B e la Parte B ha fornito le informazioni circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento nonché la sua propensione al rischio. Con essa - aggiungono dall’ufficio legale della Regione Basilicata - si richiama l’attenzione del contraente sulla libera cedibilità del contratto che è stato sottoscritto e sulla piena consapevolezza dei rischi che conseguono dal tipo di operazione finanziaria posta in essere. Relativamente, infine, alla richiesta contenuta nella nota - scrivono ancora gli avvocati della Regione Basilicata - di supportare codesto ufficio in ordine al contenuto dell’allegato all’accordo normativo si ribadisce che trattasi di una valutazione di merito che esula dalle competenze di questa struttura. Infatti - si legge nel documento - con le clausole si completa il quadro normativo dell’accordo tenuto conto delle specifiche necessità che possono provenire dall’ente pubblico».

Su un determinato capitale, 211 milioni di euro, la Regione paga interessi a tasso fisso agli istituti di credito e questi pagano, sul medesimo capitale, interessi a tasso variabile. È evidente che se i tassi di interesse salgono la Regione ci guadagna; se scendono, ci rimette. Al 31 dicembre 2014 il debito residuo è di oltre 94 milioni di euro. E i tassi finora non sono mai saliti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400