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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:39

Potenza, Cardiochirurgia L’audio dello scandalo «Una recita concordata»

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - «Più sento l’audio e più penso che l’hanno concordata. È stata fatta di proposito, tipo una recita». Il primario del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza Nicola Marraudino si sfoga a telefono con Giuseppe Pittella, direttore dell’unità operativa di Cardioanestesia e rianimazione cardiologica. La telefonata è stata intercettata dagli investigatori della Squadra mobile di Potenza
Potenza, Cardiochirurgia L’audio dello scandalo «Una recita concordata»
di Fabio Amendolara

POTENZA - «Più sento l’audio e più penso che l’hanno concordata. È stata fatta di proposito, tipo una recita». Il primario del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza Nicola Marraudino si sfoga a telefono con Giuseppe Pittella, direttore dell’unità operativa di Cardioanestesia e rianimazione cardiologica. La telefonata è stata intercettata dagli investigatori della Squadra mobile di Potenza.

È il 7 settembre del 2014 e sulla stampa è scoppiato il caso del reparto di Cardiochirurgia.

Il sito web Basilicata24 pochi giorni prima aveva pubblicato una registrazione audio nella quale il chirurgo Michele Cavone parlando con il collega Fausto Saponara (che ha sempre respinto in modo fermo l’accusa di aver registrato quella conversazione) aveva ammesso di aver lasciato uccidere una donna in sala operatoria.

Quella donna era Elisa Presta, 71 anni, morta durante la sostituzione di una valvola cardiaca «per colpa medica», secondo la Procura della Repubblica di Potenza (l’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Anna Gloria Piccininni).

Il primario Marraudino, il dottor Cavone e altri due chirurghi (Matteo Galatti e Fabrizio Tancredi) sono indagati per omicidio colposo (la Procura ha già disposto la loro citazione diretta in giudizio (la prima udienza si terrà il 10 febbraio).

In uno dei passaggi della registrazione audio il dottor Cavone si lascia scappare che per via di ciò che era accaduto in sala operatoria poteva «tenere per le palle» il primario.

E dopo aver ascoltato l’audio Marraudino e il dottor Pittella commentano a telefono.

Pittella: «Ascoltami... uno non può dire a un primario o a un collega... lo tengo per le palle».

E aggiunge: «Nicola, questo è uno che se ne deve andare... perché o l’ha registrata o l’hanno registrato o l’ha fatto apposta».

Il primario è d’accordo: «Io una decisione definitiva l’ho presa... allora la decisione mia è che se loro mandano a casa questi due... forse ci sono i presupposti per poter ricominciare a lavorare in quel posto... se restano in quel reparto non si può lavorare... perché anche i colleghi più giovani saranno intimoriti da queste denunce... che si registrano... se questi restano io me ne vado».

Pittella: «In sala operatoria io non ce la faccio a entrare... se li fai entrare tu...». Marraudino: «Il problema non è farli entrare o non farli entrare... il problema è che devono far entrare gli altri... io sto avendo difficoltà a fare la lista operatoria».

Il problema del reparto era l’eccessiva litigiosità tra i chirurghi.

Lo stesso Cavone, successivamente nel corso di una intervista, aveva pronosticato il suo licenziamento.

E alla fine il posto lui e Saponara l’hanno perso davvero (ma con molta probabilità ricorreranno al giudice del lavoro per chiedere il loro reintegro). La commissione disciplinare ha ritenuto la morte della donna secondaria. La cosa grave è diventata la pubblicazione di quella maledetta registrazione. E li ha licenziati.

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