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Il miglior panettone d’Italia? Lo fa un lucano di Acerenza

di MICHELE PIZZILLO
MILANO - Nella patria del panettone, Milano, chi vuole portare in tavola un prodotto eccezionale deve guardare oltre i confini cittadini. Perché i migliori artigiani del dolce tipico milanese si trovano in altre regioni come, per esempio, Basilicata, Campania, Puglia. Tant’è vero che già prima dell’annuale appuntamento di Re Panettone, manifestazione organizzata per celebrare proprio il tipico dolce milanese, un giovane panettiere- pasticciere di Acerenza, Vincenzo Tiri, è stato dichiarato come produttore del migliore panettone d’Italia
Il miglior panettone d’Italia? Lo fa un lucano di Acerenza
di MICHELE PIZZILLO

MILANO - Nella patria del panettone, Milano, chi vuole portare in tavola un prodotto eccezionale deve guardare oltre i confini cittadini. In pratica, non fermarsi nelle pasticcerie del posto. Perché i migliori artigiani del dolce tipico milanese si trovano in altre regioni come, per esempio, Basilicata, Campania, Puglia. Tant’è vero che già prima dell’annuale appuntamento di Re Panettone, manifestazione organizzata per celebrare proprio il tipico dolce milanese ed anche portare sotto la Madonnina i migliori “panettonieri” d’Italia, un giovane panettiere- pasticciere di Acerenza, Vincenzo Tiri, da una giuria di esperti messa insieme dal quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport” per “Gazza golosa”, la rubrica dedicata alla gastronomia, lo ha indicato come produttore del migliore panettone d’Italia. E nella versione di panettone classico. Quello che in teoria dovrebbero saper fare solo i milanesi.

Ma la bravura del 33 enne Tiri, terza generazione di fornai di Acerenza, ha fatto saltare il proverbiale banco. Ricambiato dai milanesi, che dopo due ore dall’apertura di Re Panettone lo hanno costretto a smantellare lo stand perché non aveva più prodotto disponibile, avendo esaurito quello che da Acerenza aveva spedito ai responsabili della manifestazione organizzata per mettere a disposizione dei consumatori milanesi i migliori panettoni artigianali d’Italia. «Una bella soddisfazione, per noi – ammette Tiri -. Ma, anche un po’ dispiaciuti perché non abbiamo potuto far degustare il nostro panettone a decine di migliaia di visitatori di Re Panettone. Abbiamo venduto tutto, non solo il classico, visto che sono andati a ruba anche le altre nostre specialità come il panettone al caffè e mandarino, quello solo al mandarino, il panettone fatto con farina integrale».

Per arrivare in cima alla montagna della qualità il giovane Tiri non ha remore a sottolineare che dopo aver appreso il mestiere dai genitori, ha ritenuto opportuno perfezionarsi alla scuola di grandi maestri come Achille Zoia, Iginio Massari e Rolando Morandin. Maestri, a quanto pare, superati in bravura tanto da meritarsi il titolo di re dei panettoni. Un titolo che a Tiri non basta perché è ancora alla ricerca della perfezione cominciando dalle materie prime. Dice: «Utilizzo solo prodotti di qualità che sia la farina e le uova locali, gli agrumi di Tursi che candisco personalmente, l’uva passa o il caffè che faccio tostare per me, scelti da produttori che conosco molto bene per la serietà che li caratterizza. L’unica difficoltà è quella di non poter soddisfare tutte le richieste di panettone che mi arrivano dal Nord Italia e da diversi paesi europei – sottolinea il pasticciere di Acerenza -. La mia è una produzione artigianale, che non posso aumentare per non perdere la fragranza che assicura un prodotto particolare come il nostro» e praticamente confezionato solo qualche giorno prima del consumo. Per cui, se si vuole degustare un prodotto veramente unico qual è il panettone di Acerenza, bisogna prenotarsi non con anticipo, ma con largo anticipo. Magari già in estate.

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