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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:17

Beneficenza a km zero con la Ricotta... natalizia

di MARIA VITTORIA PINTO
POTENZA - Se vi piace il presepe, non potete mancare. In calendario, nel programma Natale in città, c’è La Ricotta in piazza Macchia Giocoli. Il trio comico lucano, insieme agli amici storici e a un nutrito gruppo di volontari, mette in scena «u presep». «La Ricotta (il trio nella foto di Tony Vece) – spiega Peppino Centola – ha avuto l’idea di uno spettacolo di solidarietà per aiutare i bambini indigenti della nostra città»
Beneficenza a km zero con la Ricotta... natalizia
di MARIA VITTORIA PINTO

POTENZA - Se vi piace il presepe, non potete mancare. In calendario, nel programma Natale in città, c’è La Ricotta in piazza Macchia Giocoli. Il trio comico lucano, insieme agli amici storici e a un nutrito gruppo di volontari, mette in scena «u presep». «La Ricotta – spiega Peppino Centola – ha avuto l’idea di uno spettacolo di solidarietà per aiutare i bambini indigenti della nostra città che, purtroppo, abbiamo scoperto essere tanti. E quando si parla di bambiniàdi solito, noi, ce li mangiamo. Ma, questa volta, facciamo un’eccezione e per regalare loro un sorriso gli dedichiamo questo spettacolo. Abbiamo contattato i nostri cari amici Rocco Messina, Vincenzo Pacilio, Michele Vignola che, entusiasti, si sono messi subito a disposizione. Rocco ha fatto un grande lavoro di scrittura, Vincenzo ha curato la scenografia e Michele, regista del nostro spettacolo su Radio Tour, sarà lo speaker della serata”.

Un grande lavoro d’équipe, dedicato ai bambini. Un titolo che rimanda all’indimenticabile tormentone di casa Cupiello. Ma è solo una citazione. Testi rigorosamente in lucano e tutta un’altra storia.
«Sono autore storico della Ricotta – dice Rocco Messina – e, oltre al rapporto d’amicizia che ci lega da anni, ho accettato perché li conosco molto bene e la finalità dell’evento gli fa onore. Con loro, poi, è molto facile lavorare perché sono bravi anche a improvvisare, basta dare delle linee e prendono il volo.
Lo spettacolo ruota, sin dall’inizio, intorno a un equivoco. Sembreranno protagonisti della Natività, ma non è così; sarà una piccola gag perché il presepe vivente, che è un’idea della Ricotta, ci sarà per davvero. Un’idea per richiamare il pubblico con la speranza di raccogliere dei fondi che verranno consegnati personalmente da Mario, Peppino e Tonino».

Una scelta nobile e importante, questo tipo di beneficenza. Certo, la scelta di fare beneficenza è nobile a prescindere. Ma importante è scegliere di aiutare qualcuno che è a un passo da te, che incontri, senza saperlo, ogni giorno. Soprattutto in questo momento, così delicato, che la città di Potenza, in dissesto, sta affrontando.
«Ci sono parecchie famiglie – spiega Peppino Centola – che rischiano di non trascorrere un Natale sereno come, invece, meriterebbero tutti. I nostri amici preti, don Donato della parrocchia di rione Cocuzzo e don Cesare della chiesa di San Rocco, ci daranno una mano, ci indicheranno le famiglie e, privatamente, consegneranno loro questi regali. Oltre alla raccolta fondi di stasera, ci sono alcune ditte che hanno donato giocattoli e vestiti. Ovviamente, non vogliono essere nominati perché, si sa, la beneficenza non ha bisogno di clamore».

Bisogna solo che si faccia, la beneficenza. E il trio comico lucano è riuscito a mettere in moto una macchina di solidarietà non indifferente. Oltre agli amici storici, alle sorelle Elvira e Anna Maria Centola, ai Re Magi Carlo, Vincenzo e Michele, tantissimi gli uomini e le donne che, coinvolti dalla Ricotta, hanno sposato questa causa. Circa una trentina i figuranti che animeranno il presepe di Macchia Giocoli. Ognuno, senza limiti di copione, interpreterà il suo ruolo e indosserà «vesti fai da te».
Ognuno posizionato su una piccola pedana, come un personaggio. Tutti volontari. Come il falegname che ha costruito la staccionata per gli animale e la culla «a misura di Peppino»; come la ditta di trasporto che «accompagnerà » in piazza il bue, l’asinello e le pecorelle, gentilmente concessi dalle aziende agricole. «Una beneficenza ha chilometro zero – sottolinea Mario Ierace – e senza clamore». Accompagnata da un sorriso, quello non guasta mai.

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