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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:56

Sei piccoli paesi lucani simbolo dell’Italia bella Da oggi anche Viggianello

di PINO PERCIANTE
Ecco la bella Basilicata, che vince grazie ai suoi «piccoli paradisi», come Viggianello che da oggi entra ufficialmente nella lista dei «Borghi più belli d’Italia». Stamattina  il sindaco Vincenzo Corraro riceverà dal presidente Umberto Forte la bandiera che sancisce l’ingresso del paese nell’esclusivo club. Ecco la carica dei sei: Acerenza, Castelmezzano, Guardia Perticara, Pietrapertosa, Venosa e Viggianello
Sei piccoli paesi lucani simbolo dell’Italia bella Da oggi anche Viggianello
di PINO PERCIANTE

Ecco la bella Basilicata, che vince grazie ai suoi «piccoli paradisi», come Viggianello che da oggi entra ufficialmente nella lista dei «Borghi più belli d’Italia». Alle 11.30  il sindaco Vincenzo Corraro riceverà dal presidente Umberto Forte la bandiera che sancisce l’ingresso del paese nell’esclusivo club. «Siamo molto onorati di aver ricevuto questo autorevole riconoscimento – dichiara il primo cittadino di Viggianello -. È la conferma che stiamo percorrendo la strada giusta per portare il nostro paese all’attenzione dei circuiti nazionali ed internazionali. Sono convinto, infatti, che tale riconoscimento offrirà un’opportunità in più sia sotto il profilo turistico che in ambito culturale». Il comune di Viggianello è stato scelto per lo «spiccato interesse artistico e storico» del borgo antico.

Un riconoscimento che inorgoglisce tutta la popolazione che sembra aver riscoperto nel piccolo borgo medioevale un vero e proprio gioiello. L’elenco dei borghi più belli d’Italia conta, al momento, 217 località. Sono quei paesini che il tempo e gli anni hanno lasciato intatti. Gioielli dell’ ar - chitettura medievale sopravvissuti a terremoti e stravolgimenti urbani, rimasti appartati e perciò affascinanti. Per la Basilicata ne compaiono sei: Acerenza, Castelmezzano, Guardia Perticara, Pietrapertosa, Venosa e Viggianello. Sei località giudicate «piccoli paradisi in terra» dall' associazione che da qualche anno lavora per valorizzare il patrimonio ignoto del Belpaese, individuando centri di valore artistico e architettonico che restano fuori dai circuiti turistici tradizionali e premiandoli con il marchio «borgo più bello».

Dalla città cattedrale come viene chiamata Acerenza fino ai panorami mozzafiato di Castelmezzano e Pietrapertosa, dalla necropoli di San Vito di Guardia Perticara alle artistiche fontane di Venosa, ai palazzi storici e al dedalo di vicoli senza una logica apparente di Viggianello, anche la Basilicata offre il suo contributo alla mappa dell’«Italia nascosta», utile al turista interessato alla conquista esplorativa. Il club dei Borghi più belli d'Italia è ristretto e prestigioso. Chi si candida ad entrare deve garantire degli standard di qualità. Deve avere un patrimonio architettonico o naturale certificato dalla Sovrintendenza. Deve essere armonioso, far circolare poche automobili, ospitare artisti e artigiani, curare l’ar redo, l’illuminazione e molte altre cose.

Il compito di decidere spetta ad un comitato di esperti dopo un sopralluogo sul posto. Se l’esito è positivo il comune viene premiato con il marchio «Borgo più bello». Ma l’aver superato la selezione non è motivo di garanzia per il futuro: la perdita, o anche solo la diminuzione, dei parametri di qualità indicati dal regolamento causa l’esclusione dal club. I borghi più belli d’Italia sono il vero tesoro della penisola, minori perché talvolta a rischio di estinzione e spopolamento ma in grado di elevare l’animo.

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