Cerca

Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 15:01

Basilicata, dal petrolio i fondi necessari per 10mila sussidi

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Diecimila tra posti di lavoro e sussidi per i poveri sostenuti grazie ai fondi del petrolio. Sono racchiusi in un dossier «riservato» di pochissime pagine gli ultimi dati sul rapporto tra il petrolio e l’economia lucana. Numeri, prospettive, indicazioni illustrate in una nota consegnata ai consiglieri regionali del Partito democratico da cui emerge chiaramente come la Regione con i fondi riesce «a tenere in piedi interi settori dell’economia e più di 10mila tra posti di lavoro e sussidi per chi non ce la fa»
Basilicata, dal petrolio i fondi necessari per 10mila sussidi
di Antonella Inciso

POTENZA - Diecimila tra posti di lavoro e sussidi per i poveri sostenuti grazie ai fondi del petrolio.

Sono racchiusi in un dossier «riservato» di pochissime pagine gli ultimi dati sul rapporto tra il petrolio e l’economia lucana. Numeri, prospettive, indicazioni illustrate in una nota consegnata ai consiglieri regionali del Partito democratico prima dell’ultima riunione del gruppo. Una relazione da cui emerge chiaramente come la Regione con i fondi delle estrazioni petrolifere, «in un momento essenziale per la nostra economia» riesce «a tenere in piedi interi settori dell’economia e più di 10mila tra posti di lavoro e sussidi per chi non ce la fa». Un numero sostanzioso che si somma agli altri dati che vengono fuori dal dossier, a cominciare da quelli legati ai pozzi. In particolare, al momento dalla relazione emerge come siano 13 i pozzi inattivi, mentre 27 quelli in produzione. Tutti, però, legati agli accordi siglati nel 1998 che prevedevano la realizzazione di ben 56 pozzi petroliferi. «Nel 2005 - si legga nel documento - per il miglioramento dei sistemi estrattivi e per ottimizzare la concessione, i pozzi furono ridotti a 46. Tredici in meno» mentre oggi ad essere «realizzati sono 40» di cui «13 inattivi appunto». Per completare il quadro, dunque, restano da realizzare ben sei pozzi. «Sei pozzi di sviluppo da tre postazioni, 2 per ognuna, - continua il dossier - A questi si aggiungeranno 2 pozzi di ricerca: uno nel comune di Marsiconuovo, Pergola 1 in corso di realizzazione, ed uno previsto nel comune di Montemurro non ancora ubicato». Il che calcoli alla mano, significa che nei prossimi mesi si potranno avere «35 pozzi localizzati in 16 postazioni». Escludendo Tempa Rossa dove, invece, «i pozzi autorizzati sono 8, quelli realizzati al momento sei» mentre «ne restano da autorizzare altri due» (in base agli accordi del 2006.

La relazione, poi, si sofferma anche sulla diffusione sul territorio precisando che ad «essere interessato è poco più del 20 per cento del territorio regionale», mentre sono «18 le domande presentate per i permessi di ricerca», di cui «11 bocciate e 7 in valutazione». Il dossier, però, non è solo numeri. È anche progetti. Quelli, soprattutto, di natura ambientale. «Nell’ambito della salute la Regione ha avviato uno studio epidemiologico specifico denominato “Ambiente e salute in Val d’Agri” condotto dall’Istituto superiore di sanità - continua ancora la nota - Si concretizzerà la più grande campagna epidemiologica mai fatta, con l’apertura di un centro per la medicina ambientale utile al’intero Sud e con un’Arpab riformata e sempre più in grado di vigilare severamente l’operato delle compagnie ».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione