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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 20:03

E il lago Sirino resta senza acqua

di SALVATORE LOVOI
NEMOLI - Lo strano caso del Lago Sirino candidato a diventare location di un grande attrattore turistico... senz’acqua. E’ triste lo scenario che ci si trova dinanzi, in questi giorni, sulle rive dell’invaso pedemontano. Ridotto ai minimi termini per l’inesorabile fenomeno di svuotamento, lo specchio lacustre, dalla scorsa estate, ha perso circa due metri di preziosa linfa vitale
E il lago Sirino resta senza acqua
di SALVATORE LOVOI

NEMOLI - Lo strano caso del Lago Sirino candidato a diventare location di un grande attrattore turistico... senz’acqua. E’ triste lo scenario che ci si trova dinanzi, in questi giorni, sulle rive dell’invaso pedemontano. Ridotto ai minimi termini per l’inesorabile fenomeno di svuotamento, lo specchio lacustre, dalla scorsa estate, ha perso circa due metri di preziosa linfa vitale – necessaria all’habitat e allo spettacolo galleggiante, spruzzi e giochi di luce. Il livello è sceso notevolmente tanto che affiorano, lungo tutto il periplo, sia le voragini che le opere palliative dell’uomo per porvi rimedio. Si va dall’invasiva guaina di asfalto, messa in posa a fine anni sessanta (quando venne costruito anche l’emissario artificiale), ai “tappi” di calcestruzzo, fino allo sfiatatoio presso il ponte (forse l’unico intervento mirato realizzato nel tempo).

La leggendaria presenza di mulinelli e inghiottitoi, che attiravano persino gli armenti, è documentata dai primi del Novecento dallo storico Carlo Pesce. Dagli anni Cinquanta, invece si ha notizia di voragini che risucchiavano la variegata flora e fauna ittica (sono del tutto scomparse tinche e gamberetti). All’Sos, lanciato nel ‘94, non sono state giunte risposte risolutive tant’è che oggi –all’approssimarsi della realizzazione del macroattrattore «La Signora del Lago» (finanziato per circa un milione di euro, appena bandito dal Comune) si è davanti al dilemma irrisolto. Appare prioritaria, a questo punto - anche allo stesso attrattore – sicuramente, la proposta progettuale di risanamento idrogeolologico del Sirino, avanzata alla Regione Basilicata dall’ amministrazione comunale di Nemoli.

Si tratta di uno studio da svolgersi in collaborazione fra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Imaa) di Tito, l’Università della Basilicata ed il parco Tematico «Il Micromondo». La realizzazione del progetto prevede una ricerca temporale di 18 mesi ed un impegno di spesa di 300mila euro ai quali, ovviamente, si dovranno aggiungere fondi per la soluzione del problema. Il bacino sarà sottoposto ad un’attività, in più fasi, di indagini e monitoraggi idrogeologici e geofisici, indirizzati a recuperare e conservare un patrimonio di grande valore ambientale, risorsa fondamentale per il turismo dell’area.

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