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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 08:22

Reflui in Tecnoparco «Nessun pericolo per la salute umana»

POTENZA – Nessun problema per la salute umana: questo – secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della Regione – il responso dell’Arpab sulle analisi dei reflui petroliferi smaltiti in Tecnoparco, a Pisticci (Matera) che avevano riscontrato la presenza di basse dosi di radioattività.
Reflui in Tecnoparco «Nessun pericolo per la salute umana»
POTENZA – Nessun problema per la salute umana: questo – secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della Regione – il responso dell’Arpab sulle analisi dei reflui petroliferi smaltiti in Tecnoparco, a Pisticci (Matera) che avevano riscontrato la presenza di basse dosi di radioattività. "La Regione Basilicata – è scritto nel comunicato – ha voluto comunque venire incontro alle esigenze di maggiore informazione e tenere, questa mattina, un incontro nella sede della Presidenza della Giunta regionale. Il perno della discussione è stato dunque il report dell’Arpab commissionato da Comune e Regione. Arpab rassicura su alcuni punti: la radioattività è bassa, la comparazione con l’acqua potabile scientificamente non indicativa e il trattamento scongiura qualsiasi contaminazione della catena alimentare. Da escludere che ci possano essere quindi effetti sulla salute della popolazione e dell’ambiente. Altrettanto rassicuranti le affermazioni degli altri enti secondo i quali i rifiuti smaltiti rientrano fra quelli previsti nell’Aia, ossia l’Autorizzazione integrata ambientale.
Il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, attento alla salute della comunità locale e all’ambiente, ha espresso nel corso della riunione la richiesta che, qualora emergano elementi di preoccupazione, sarebbe necessario procedere subito alla sospensione delle lavorazioni di questi reflui, effettuando al contempo approfondite e dettagliate analisi delle matrici ambientali".

Il presidente della Regione, Marcello Pittella, ha evidenziato che "qualunque diverso provvedimento, alla luce delle conclusioni cui è giunta l’Arpab, non si giustificherebbe." Dopo un dibattito nel quale i convenuti hanno illustrato le proprie posizioni, si è accolta la proposta dell’assessore Berlinguer di rivedersi fra una settimana, ossia martedì 25 novembre, per ragionare con il conforto dei pareri autorevoli di Iss, Ispra ed Enea, anch’essi interessati dalla Regione sull'argomento. "A quel punto – hanno detto Pittella e l’assessore regionale all’ambiente, Aldo Berlinguer – potremo decidere con piena cognizione di causa, avendo come priorità assoluta la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente lucano"

In un comunicato dell’Eni è specificato che "Eni ha confermato che tutte le attività del Centro Olio Val d’Agri (Cova) sono svolte nel rispetto della massima sicurezza per la salute delle persone e nel rispetto dell’ambiente. In particolare, Eni ha chiarito che gli aspetti riguardanti la presenza di radionuclidi di origine naturale nel processo di estrazione d’idrocarburi sono gestiti rispettando completamente la normativa comunitaria e nazionale in materia (D.lgs. 230/95, la direttiva europea 96/29/EURATOM, il D.lgs. 241/2000 per il controllo delle sorgenti naturali delle radiazioni). Da oltre 10 anni si svolgono controlli periodici, effettuati da un organismo di controllo certificato, sulle acque fossili per uso industriale e i residui che, pur contenendo radionuclidi naturali, non sono considerati radioattivi. Tutti i dati certificati non hanno mai evidenziato alcuna anomalia e i valori registrati non hanno mai superato i limiti assoggettati alla disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali. In particolare, è sempre stata verificata l’assenza di livelli di RA-226 nelle acque di produzione e di ogni altra anomalia radiometrica rilevabile. Tutta la documentazione è sempre stata ed è a disposizione di tutti gli enti e organi di controllo. Al fine di favorire la massima trasparenze, Eni si è resa disponibile a partecipare a ulteriori incontri istituzionali ed a effettuare nuovi campionamenti".

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