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Potenza, il Parco chiude il centro di smistamento È rischio caos sui rifiuti

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Rischio caos per i rifiuti di Potenza e dintorni. La direzione del Parco dell’Appennino Lucano ha disposto l’immediata chiusura del sito di trasferenza di Tito, gestito dalla B&B Eco, in cui viene «parcheggiata» l’immondizia in attesa di essere trasferita nelle discariche di destinazione. Il Parco chiede anche il ripristino dei luoghi e la ricostruzione delle specie vegetali o animali entro tre mesi dalla notifica del provvedimento
Potenza, il Parco chiude il centro di smistamento È rischio caos sui rifiuti
di Antonella Inciso

POTENZA - È un documento di poche pagine, firmato dal dirigente dell’Ente Parco dell’Appennino lucano, a scardinare le ultime certezze che erano rimaste sull’utilizzo degli impianti di smaltimento di rifiuti in Basilicata. Il sito di trasferenza di località Aia dei Monaci, a Tito, viene chiuso e l’area dove sorge dovrà essere ripristinata entro 90 giorni. Un colpo per il sistema dei rifiuti in Basilicata. Un colpo per Potenza ed i 10 comuni lucani che al sito di Tito trasferivano la spazzatura. Da sabato, l’allerta su questo fronte è massima. Per le conseguenze sulla raccolta della spazzatura e soprattutto per le conseguenze sui costi, già alle stelle. Ma la soluzione potrebbe arrivare già oggi. A metterla sul piatto il Comune di Potenza che ha chiesto agli enti interessati l’autorizzazione, in deroga, ad utilizzare il sito dell’ex inceneritore di vallone Calabrese, impianto in corso di adeguamento. «Premesso che si tratta di una problematica sovra- comunale - precisa l’assessore all’ambiente del Comune di Potenza, Pasquale Pepe - una proposta di soluzione noi l’abbiamo fatta. Chiediamo che il sito dell’ex inceneritore venga autorizzato in deroga come stazione di trasferenza, esattamente come in deroga è stato autorizzato un privato. Certo, c’è lo stupore per i motivi sottesi all’ordinanza. Solo oggi ci si accorge che un impianto è stato realizzato nel territorio del parco. Solo oggi dopo che è stato aperto nel 2008?».

Il sì o il no alla richiesta spetta alla Provincia di Potenza che, attraverso il presidente Nicola Valluzzi, appare possibilista. «Si autorizzeremo - sottolinea Valluzzi - siamo in attesa della relazione geologica e della Conferenza di servizi, ma c’è una larga condivisione». Sui tempi, però, il presidente Valluzzi non si esprime, preferendo sottolineare, comunque, che per i comuni, in particolar modo quelli piccoli, i costi aumenteranno.

Se la soluzione c’è, però, è tampone e quello dei rifiuti resta un problema più intricato, più articolato. A confermarlo le parole dell’assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, che oggi, sulla vicenda terrà un incontro. «Stiamo ragionando con gli uffici - ribadisce Berlinguer - ovviamente la questione rifiuti è una vicenda che interessa tutto il ciclo. La nostra attenzione è massima e l’incontro che è stato fissato dovrà valutare ogni misura possibile per utilizzare l’impianto di Potenza anche se è la Provincia a dover dire sì».

La volontà di trovare una soluzione in tempi brevissimi, dunque, viene espressa da più parti. Tutti gli enti interessati sembrano pronti a collaborare per fare in modo che i rifiuti nel capoluogo non diventino ancora una volta un’emergenza. Restano da chiarire i tempi perchè tutto questo avvenga. Tempi che non sembrano celerissimi. Intanto, in questa storia, tra i tanti amministratori che appaiono preoccupati per i riflessi della chiusura del sito di Tito, ce n’è uno che, al contrario, festeggia. È il sindaco di Tito, Graziano Scavone, che evidenzia come il suo paese «dopo aver dato per 6 anni un contributo al ciclo dei rifiuti», oggi deve solo pensare «al ripristino ambientale». Un aspetto, quello della tutela ambientale, che viene sottolineato anche dall’associazione ambientalista Ola che assicura di «voler seguire gli sviluppi della vicenda».

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