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Basilicata, bracconaggio mette a rischio anche le specie protette

PIGNOLA - Se nel mondo rinoceronti, tigri ed elefanti sono forse le vittime più illustri, anche in Basilicata il bracconaggio mette a rischio specie rare e protette come rapaci, lupi,cervi e caprioli. E’ quanto è emerso nell’incontro svoltosi nell’Oasi WWF di Pignola domenica scorsa che ha visto la presentazione della campagna internazionale Crimini di Natura lanciata dal WWF per sostenere le iniziative dell’Associazione contro la caccia illegale
Basilicata, bracconaggio mette a rischio anche le specie protette
PIGNOLA - Il bracconaggio mette a rischio in tutto il mondo specie protette. Anche in Basilicata minacciati rapaci, lupi ed altre specie. Se nel mondo rinoceronti, tigri ed elefanti sono forse le vittime più illustri, anche in Basilicata il bracconaggio mette a rischio specie rare e protette come rapaci, lupi,cervi e caprioli. E’ quanto è emerso nell’incontro svoltosi nell’Oasi WWF di Pignola domenica scorsa che ha visto la presentazione della campagna internazionale Crimini di Natura lanciata dal WWF per sostenere le iniziative dell’Associazione contro la caccia illegale di specie protette e più in generale contro i reati compiuti a danno dell’ambiente e delle risorse naturali come il traffico illecito di rifiuti, l’inquinamento, l’abusivismo edilizio.

Presente il comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Angelo Vita, che ha illustrato alcuni dati relativi all’attività di tutela del patrimonio faunistico autoctono svolta dal Corpo Forestale e che restituiscono un quadro del fenomeno del bracconaggio in Basilicata: nel 2013 sono stati effettuati ben 1067 controlli dagli agenti del Corpo Forestale che hanno portato all’accertamento di 25 illeciti e 8 sequestri (5 di natura amministrativi e 3 penali); dati simili si riscontrano anche nel 2014.
L’assistente Giuseppe Americo del servizio Cites territoriale della Regione Basilicata ha aggiunto che nell’ambito delle proprie attività sono stati effettuati tra il 2013 e 2014 circa 72 controlli su esercizi commerciali, circhi, fiere e sul commercio via WEB che hanno portato al sequestro di 27 testudo hermanni, 1 testudo graeca, 1 pitone ed 1 gheppio. A completare il quadro degli illeciti relativi ad atti di bracconaggio vanno aggiunte ancora le 21 segnalazioni nel 2014 della Polizia Ambientale Regionale.

«La Basilicata vanta un patrimonio faunistico tra i più importanti d’Italia - ha detto Mario Musacchio, delegato regionale del WWF - ed è perciò indispensabile che venga tutelato». Nell’esprimere il proprio apprezzamento per l’attività svolta dai corpi di polizia a ciò dedicati, il WWF esorta perciò «a mantenere alta la guardia a tutti gli organi preposti ed annuncia che a breve sarà operativo un nucleo di guardie ecologiche del WWF per dare un proprio contributo diretto alla lotta al bracconaggio».

Il WWF inoltre chiede il sostegno di tutti: l’invito è quello di aiutare le centinaia di ranger, guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti. Sul sito www.wwf.it/regioni/stop_ai_crimini_di_natura.cfm chiunque può informarsisul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione libera.

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