Cerca

Visco: causa criminalità in Puglia e Basilicata Pil -16% in 30 anni

MILANO – "L'insediamento della criminalità organizzata in Puglia e Basilicata nei primi anni Settanta ha generato nelle due regioni, nell’arco di un trentennio, una perdita di Pil di circa il 16 per cento". Lo sostiene il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Visco rileva peraltro che "la presenza della criminalità organizzata determina una distorsione nell’allocazione delle risorse pubbliche". E a Bari domani corteo antiracket dopo ultimo attentato
Visco: causa criminalità in Puglia e Basilicata Pil -16% in 30 anni
MILANO – "L'insediamento della criminalità organizzata in Puglia e Basilicata nei primi anni Settanta ha generato nelle due regioni, nell’arco di un trentennio, una perdita di Pil di circa il 16 per cento". Lo sostiene il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Visco rileva peraltro che "la presenza della criminalità organizzata determina una distorsione nell’allocazione delle risorse pubbliche".

«La presenza della criminalità organizzata determina una distorsione nell’allocazione delle risorse pubbliche. La criminalità ha un effetto negativo sugli investimenti in generale e quelli diretti dall’estero in particolare. Utilizzando l’indicatore Doing Business, che fornisce una sintesi della qualità dell’ambiente istituzionale, e considerando il grado di penetrazione criminale nel territorio - aggiunge -, è stato stimato che, a parità di altre condizioni, se le istituzioni italiane fossero state qualitativamente simili a quelle dell’area dell’euro, tra il 2006 e il 2012 i flussi di investimento esteri in Italia sarebbero risultati superiori del 15% – quasi 16 miliardi – agli investimenti diretti effettivamente attratti nel periodo». Secondo Visco «le aziende che operano nelle aree caratterizzate da alti livelli di criminalità pagavano, secondo uno studio di qualche tempo fa, tassi d’interesse di circa 30 punti base più elevati rispetto a quelli pagati dalle imprese attive in zone con bassa criminalità ed erano costrette a fornire maggiori garanzie per ottenere credito». 

L'attività di vigilanza della Banca d’Italia «che include regolamentazione, acquisizione di informazioni, analisi, ispezioni, gestione delle crisi aziendali e sanzioni, è finalizzata ad assicurare la 'sana e prudente gestione dei soggetti vigilatì, la stabilità complessiva, la competitività del sistema finanziario e l’osservanza delle disposizioni in materia creditizia. Il rispetto della legalità nell’attività finanziaria è un presupposto della sana e prudente gestione delle istituzioni finanziarie. A loro volta, intermediari sani e prudenti costituiscono una barriera contro la penetrazione criminale nell’economia legale. L’adozione di comportamenti coerenti con il rispetto della legalità – conclude Visco – è un elemento fondamentale nella valutazione di vigilanza degli intermediari».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400