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Sblocca Italia e petrolio petizione in Basilicata per impugnare il decreto Anche i vescovi contro le trivelle

POTENZA – Una petizione per chiedere alla Regione Basilicata di impugnare il decreto "Sblocca Italia", in particolare per gli articoli che modificano le autorizzazioni e i rapporti sulle concessioni per i permessi di ricerca e per nuove estrazioni di petrolio: è l’iniziativa di un gruppo di associazioni e gruppi politici, presentata stamani a Potenza nel corso di una conferenza stampa. Sarà aperta una pagina su Facebook con tutte le informazioni relative ai responsabili delle petizione, a cui seguiranno incontri e gazebo in ogni Comune della Basilicata per raccogliere le firme
Sblocca Italia e petrolio petizione in Basilicata per impugnare il decreto Anche i vescovi contro le trivelle
POTENZA – Una petizione per chiedere alla Regione Basilicata di impugnare il decreto "Sblocca Italia", in particolare per gli articoli che modificano le autorizzazioni e i rapporti sulle concessioni per i permessi di ricerca e per nuove estrazioni di petrolio: è l’iniziativa di un gruppo di associazioni e gruppi politici, presentata stamani a Potenza nel corso di una conferenza stampa.

Sarà aperta una pagina su Facebook con tutte le informazioni relative ai responsabili delle petizione, a cui seguiranno incontri e gazebo in ogni Comune della Basilicata per raccogliere le firme: "Non vogliamo dare 'etichettè politiche a questa iniziativa – ha detto uno dei promotori, Miko Somma – ma puntiamo a un progetto condiviso, e soprattutto senza divisioni, perchè il futuro di questa regione è il futuro di tutti, e non possiamo permettere che la Basilicata diventi un grande campo di estrazione".

Somma ha anche spiegato che "la raccolta firme sopperisce a un difetto di democrazia che potrebbe configurarsi con l'approvazione del decreto: lo Stato deciderebbe così in piena solitudine quali permessi concedere, e quindi quali trivellazioni far partire, senza la condivisione con la Regione e le comunità locali: è un attentato alla sovranità – ha concluso – e questo non possiamo permetterlo".

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