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«Soffiate» ai giornali e telefonate personali condannata poliziotta

POTENZA - Un anno (e interdizioni dai pubblici uffici) per l'ex dirigente della Mobile di Potenza accusata di peculata e rivelazione dis egreto d'ufficio. Il costo delle telefonate (350 euro) è stato già risarcito. La poliziotta (nella foto): l'amministrazione mi deve 15mila euro per 900 ore di straordinario

«Soffiate» ai giornali e telefonate personali condannata poliziotta

POTENZA – Il Tribunale di Potenza ha condannato a un anno di reclusione (con l’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo) per peculato d’uso e rivelazione di segreto d’ufficio l’ex dirigente della squadra mobile di Potenza (ora in servizio nella questura di Matera), Luisa Fasano: la vicenda riguarda l’utilizzo di un telefono cellulare per scopi personali e alcune informazioni fornite ai giornalisti sulle indagini svolte.

L'inchiesta, che risale al 2007, fu coordinata dall’allora pm di Potenza, Henry John Woodcock, ora in servizio a Napoli. Il fascicolo è quindi passato al pm Laura Triassi, che stamani ha chiesto una condanna a due anni. Le telefonate contestate, secondo quanto si è appreso, si riferiscono a poche centinaia di euro (circa 350), che la dirigente prima del dibattimento aveva già versato agli uffici pubblici. Sulla rivelazione del segreto d’ufficio, invece, il Tribunale ha riferito la condanna solo a uno dei sei episodi contestati, assolvendo Fasano dagli altri.

Stamani, prima che i giudici si riunissero in camera di consiglio, Fasano ha spiegato di aver accumulato negli anni quasi 900 ore di straordinario (pari a circa 15 mila euro) che non le sono state pagate dall’amministrazione e che lei stessa non ha rivendicato. L’ex dirigente della mobile potentina ha in messo in relazione tale scelta con l’impossibilità di aver voluto approfittare del telefono dell’amministrazione per scopi personali, vista l’enorme differenze dei valori da considerare.

AGGIORNAMENTO
"La Dott.ssa Luisa FASANO è stata assolta, per i fatti di cui al presente articolo, con Sentenza della Corte di Appello di Potenza pronunciata in data 19.5.2016".

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