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Voragine Potenza servono 23 milioni per evitare il dissesto

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Il disavanzo c’è ed è di 23 milioni 961mila 834 euro. Dopo la task force, dopo i revisori dei conti a certificarlo è anche il commissario ad acta nominato dal prefetto di Potenza, Rosaria Cicala. Nelle circa dieci pagine di relazione, Vincenzo Greco, lo spiega chiaramente. Sottolineando anche perchè lo schema di bilancio non può essere chiuso in equilibrio. Alla sua relazione, il commissario, ha lavorato per venti giorni ed alla fine, nonostante i tagli possibili individuati in poco più di un milione di euro, non può che confermare che il disavanzo c’è
Voragine Potenza servono 23 milioni per evitare il dissesto
di Antonella Inciso

POTENZA - Il disavanzo c’è ed è di 23 milioni 961mila 834 euro. Dopo la task force, dopo i revisori dei conti a certificarlo è anche il commissario ad acta nominato dal prefetto di Potenza, Rosaria Cicala. Nelle circa dieci pagine di relazione, Vincenzo Greco, lo spiega chiaramente. Sottolineando anche perchè lo schema di bilancio non può essere chiuso in equilibrio. Alla sua relazione, il commissario, ha lavorato per venti giorni ed alla fine, nonostante i tagli possibili individuati in poco più di un milione di euro, non può che confermare che il disavanzo c’è. Ed anche che neppure la lettera d’intenti scritta dal presidente Pittella sui soldi che si vogliono concedere al Comune di Potenza è sufficiente a far chiudere il documento contabile in pareggio. «Tale nota ha esclusivamente una valenza politica che esorbita dalle valutazioni giuridico - contabili - sottolinea il commissario - perchè si possano attribuire le poste in entrata occorrerebbe l’approvazione di una legge regionale e di un successivo documento di assegnazione dei fondi che specifichino, tra l’altro, l’esatto ammontare del contributo regionale e la sua natura».

Insomma, i soldi per chiudere il bilancio in pareggio se devono arrivare devono essere ben definiti. Dal punto di vista giuridico e da quello contabile.

Chiarito questo, però, dal dosser vengono fuori anche le possibili voci che possono esser tagliate. A cominciare dal contributo di 25mila euro che viene dato all’Università Parthenope di Napoli. Un risparmio di oltre 500mila euro, poi, secondo l’alto funzionario del Ministero, può essere raggiunto anche dal blocco della mensa scolastica e dallo stop al contribuito per le scuole paritarie (pari ad 85mila 440 euro). Ma anche dai 50mila euro che si possono ricavare dall’interruzione della luce pubblica nelle contrade, a cui si aggiungono altri 45mila euro per la sostituzione delle lampade al led. Circa 97mila euro, infine, si possono ottenere dai minori interessi passivi legati alle anticipazioni di tesoreria, mentre 23mila euro sono eliminabili sulla base della riduzione delle sentenze per le spese a danno dell’ente. In tutto, tra riduzioni e tagli, si arriva a poco più di un milione di euro (il che spiega la differenza sui numeri con la relazione dei revisori dei conti). Comunque, spiccioli rispetto alla somma che serve per chiudere lo schema in equilibrio. Ed allora per il futuro da rivedere sono anche alcuni contratti come quello del Cotrab che viene definito «estremamente oneroso» e per il quale i richiede una «necessaria revisione secondo canoni più equilibrati, eliminando le clausole sfavorevoli».

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