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«Erano tassi da usura» La banca dovrà risarcire

di PINO PERCIANTE
LAGONEGRO - Le piccole imprese si prendono le loro rivincite contro il sistema bancario. La cronaca recente registra una sentenza a favore di una coppia di imprenditori (marito e moglie) di Moliterno, vittime di usura bancaria. Il tribunale civile di Lagonegro ha condannato una banca di rilevanza nazionale (Unicredit Management Bank) a restituire alla coppia di imprenditori la somma di quasi 25mila euro
«Erano tassi da usura» La banca dovrà risarcire
di PINO PERCIANTE

LAGONEGRO - Le piccole imprese si prendono le loro rivincite contro il sistema bancario. La cronaca recente registra una sentenza a favore di una coppia di imprenditori (marito e moglie) di Moliterno, vittime di usura bancaria. Il tribunale civile di Lagonegro, in composizione monocratica (giudice Grazia Di Costanzo), ha condannato una banca di rilevanza nazionale (Unicredit Management Bank) a restituire alla coppia di imprenditori la somma di quasi 25mila euro.

Secondo la perizia del consulente nominato dal tribunale la somma degli interessi (convenzionali e di mora) pagati dai due imprenditori erano stati per tutto il tempo della durata del mutuo oltre la soglia prevista dalla legge. Dalla consulenza, è emerso, «che alla data del 27 aprile 2010 il mutuo si è estinto ed il credito vantato dalla banca per capitale ed interessi è pari a zero. È emerso, inoltre, che gli interessi di mora superano il tasso soglia previsto dalla legge e che la somma degli interessi convenzionali e di mora supera la soglia per tutto il periodo». E quindi la banca dovrà restituire all’impresa di Moliterno la cifra di 24.805,14 euro.
Il 6 novembre del ’97 marito e moglie avevano chiesto ed ottenuto un prestito di 120 milioni delle vecchie lire da restituire in 180 rate.

NOTIFICA - Il 6 aprile 2010 si vedono recapitare dalla banca un’istanza con cui veniva ordinato loro di pagare la somma complessiva di circa 38mila euro: secondo l’istituto bancario un residuo dovuto agli interessi per il mancato pagamento di alcune rate del mutuo. Scatta l’opposizione della coppia di imprenditori che chiedono, con la difesa legale dell’avvocato Nicola Solimando, una consulenza tecnico bancaria per accertare se la natura del prestito è usuraia. Grazie ai tempi rapidi della giustizia è arrivata la sentenza a favore dell’impresa. Nel frattempo, però, ai due imprenditori è stata pignorata l’abitazione. L’antivigilia di Natale del 2012 alla porta dei due bussò il consulente che doveva effettuare la stima dell’immobile.

SVILUPPI - «Ora grazie alla sentenza favorevole – sottolinea l’avvocato Solimando - non solo i miei clienti non devono dare nulla alla banca ma abbiamo intenzione di chiedere i danni per il pignoramento, a questo punto illegittimo, della casa e per lo stress causato da tutta questa situazione». È una sentenza importante che può far tirare un po' di fiato a chi si trova ogni mese in difficoltà con le rate dei prestiti.

IMPRENDITORIA - Una boccata d’ossigeno per le imprese, in un periodo in cui notevoli sono le difficoltà di accesso al credito. Come se non bastassero le infrastrutture inadeguate e una burocrazia elefantiaca spesso anche lebanchedanno il loro contributo per affondare le aziende. Ottenere un prestito non è la parte più difficile, il peggio inizia quando l'istituto di credito pretende la restituzione del credito, soprattutto se lo fa applicando tassi da usura. Dal 1996 una legge regola il limite oltre il quale i tassi applicati vengono considerati usurai. Nonostante ciò i tassi folli sono ancora una pratica costante. Come dimostra il caso della coppia di imprenditori di Moliterno.

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